Significativamente Oltre

D’ALEMA: ECCO IL MIO P.D.

Credo che sia una grande idea, perché semplifica la politica italiana che ha bisogno di grandi partiti che unifichino e non di tanti partiti che litigano. Ma anche perché il partito democratico corrisponde ad una visione più moderna della sinistra che unifica diverse anime, diverse correnti riformiste, diverse culture in uno stesso progetto politico”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Massimo D’Alema in un’intervista al Tg La7. “Tra quelli che sono favorevoli al nuovo partito c’è naturalmente un dibattito su come costruirlo. Sostenere che il partito si chiami partito dell’Ulivo – osserva D’Alema – non è una tesi assurda.

Il partito democratico non può ridursi ad una sommatoria di Ds e Margherita. Per questo credo che i congressi dei partiti debbano aprire una fase costituente, non riducendosi semplicemente ad una decisione burocratica di fusione”. Parlando poi della democrazia interna alle forze politiche il vicepremier si dichiara d’accordo con Sergio Cofferati sull’idea che non si possano traghettare le vecchie oligarchie nel nuovo partito. Ma aggiunge D’Alema questo non lo decidiamo né io né lui: “i gruppi dirigenti dei partiti sono eletti dagli iscritti. È una buona regola democratica. Certo auspico che gli questi scelgano anche dirigenti nuovi. Dipenderà solo da loro. Invece le personalità che vengono candidate alle cariche pubbliche vanno scelti con le primarie. E io sono favorevole alla formula delle primarie aperte”.

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