Significativamente Oltre

L’importanza di non trascurare alcuni argomenti politici

di Rainero Schembri

Forse mai come in questo momento il dibattito politico in Italia sta ribollendo in una pentola sempre più surriscaldata. Purtroppo, in quasi tutti i talk-show i gli argomenti sono quasi sempre gli stessi: il disavanzo pubblico, la riduzione dei parlamentari, l’abolizione delle province, la disoccupazione giovanile, gli sprechi della politica, la riforma elettorale. la casta, l’antipolitica, ecc. Intendiamoci, sono tutti argomenti importantissimi e di grande impatto sociale. Però ci sono anche altre questioni di cui si parla molto poco ma che hanno ugualmente una grande rilevanza. Ecco qualche esempio:

Politica sociale. Vogliamo finalmente introdurre in Italia un sussidio minimo per tutti i cittadini che non hanno alcuna fonte di reddito?  Insieme a Grecia, Spagna e Bulgaria siamo l’unico Paese in Europa a non prevedere quest’istituto. Eppure nel 2011 l’Italia si è ritrovata con più di 8 milioni di poveri, i quali rappresentano quasi il 14% dell’intera popolazione e l’11% delle famiglie. Quasi 3 milioni di famiglie, composte da due persone, è al di sotto della soglia di povertà (pari a 1.011,03 euro mensili). Le famiglie a rischio povertà sono il 7,6% mentre al Sud la situazione si aggrava visto che una famiglia su quattro è considerata povera. Se decidessimo di erogare 600 euro mensili per garantire a tutti un reddito di base pari a 7.200 euro all’anno, la collettività dovrebbe sopportare un costo annuo di quasi 18 miliardi di euro. Considerando che il costo attuale del welfare è di 15,5 miliardi di euro annui, il costo extra da sopportare si aggirerebbe intorno ai 5 miliardi di euro annui: una cifra considerevole ma non impossibile da raggiungere. Basterebbe una piccola patrimoniale per i redditi superiori al milione e 200 mila euro.

Immigrazione. Vogliamo affrontare in maniera seria la questione della concessione della nazionalità agli immigrati? Lo sta affrontando Obama che ha vinto le elezioni grazie anche alla nuova politica verso i latinos. E noi? Non dimentichiamo che l’antica Roma è diventata grande inglobando tutti i cittadini delle provincie occupate.

Italiani all’estero. Sono milioni che non hanno ancora trovato un’adeguata rappresentanza. Siamo tra i pochi Paesi che non prevedono il voto elettronico o almeno il voto per posta. L’attuale legge sul voto all’estero si è rivelata una vera burla. Eppure questi italiani rappresentano una risorsa enorme anche per la nostra economia.

Politica estera. Vogliamo orientare maggiormente la nostra politica estera verso i Paesi che in passato hanno aperto le porte all’immigrazione italiana. Penso, ad esempio, all’America Latina che in questo momento sta registrando uno sviluppo senza precedenti. Un piccolo esempio: a differenza dei francesi, spagnoli, inglesi e tedeschi non abbiamo una sola banca (se escludiamo un paio di uffici di rappresentanza) in tutta l’America del Sud. Inoltre, siamo agli ultimi posti per quanto riguarda i collegamenti aerei diretti, e questo in un momento in cui il turismo sud americano in Europa sta crescendo notevolmente.

Europa. Tutti ora parlano degli Stati Uniti d’Europa. Vogliamo compiere un primo passo nel prevedere l’elezione diretta del presidente del Consiglio Europeo?

Vogliamo premere affinché venga finalmente approvato l’accordo UE Mercosur che offrirebbe all’Italia enormi possibilità, ad esempio nel settore agro industriale?

Come ci poniamo di fronte alla recente nascita dell’UNASUR, il grande mercato dell’America del Sud?

Vogliamo creare delle corsie preferenziali per gli scambi di studenti italiani e quelli dei Paesi storicamente vicini all’Italia?

ONU. Dopo che l’Italia è riuscita negli anni passati ad evitare la riforma del Consiglio di Sicurezza ora siamo completamente assenti su questo fronte. Nel frattempo alle porte dell’ONU stanno premendo Paesi come l’India, il Brasile, il Sud Africa e altri. Se, in questo momento non appare realistico proporre una semplice candidatura dell’Italia come membro permanente dell’ONU, potremmo invece collocarci alla testa di un movimento che proponesse la creazione di un nuovo seggio per l’Europa. In questo contesto, grazie all’importanza ancora rivestita dal nostro Paese e al fatto che due seggi sono comunque occupati da Francia e Inghilterra, potremmo  aspirare nell’ambito di una rotazione biennale di occupare spesso un posto nel Consiglio di Sicurezza. Ciò accrescerebbe notevolmente il ruolo dell’Italia.

Ma poi ci sono tante altre idee. Pensiamo, ad esempio, a tutte le possibilità offerte dalla conservazione e dal restauro dei beni culturali (settore in cui primeggiamo nel mondo). Solo l’India, che sta varando grandi progetti di restauro dei parchi archeologici, potrebbe dare tanto lavoro alle aziende italiane.

Infine, sul piano Istituzionale, potrebbe risultare suggestiva la proposta di avanzare alla prossima elezione per la Presidenza della Repubblica una candidatura di alto prestigio esterna al mondo politico.

Indipendentemente, comunque, dalla validità delle singole proposte importante è che l’attuale dibattito politico non rimanga completamente circoscritto ad alcuni temi che sono sicuramente molto importanti ma che non esauriscono certamente l’ampio ventaglio di riforme che necessita il nostro Paese.

 

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