Significativamente Oltre

Intorno il deserto

di Giuseppina Bonaviri  (IE Frosinone)

Incertezza ed insoddisfazione della società, partiti lottizzati e dunque svaniti, politici intercettati in una palude di sabbie mobili, voti di scambio tra quel che rimane delle macerie di una destra –sinistra- centro liquefatti, accordi sfumati e dissapori, comitati elettorali funzionali solo alla conservazione del potere di chi già ce l’ha, associazioni e fondazioni in corsa-retromarcia verso il 2013, astensionisti e antipolitici, soldi e poltrone, populismo e qualunquismo, alleanze corrotte e rotte ancor prima di  entrare in azione. Alta alchimia politica o inconsapevolezza di una classe dirigente? Ed intanto un elettore su due rimane a casa “ tanto il voto non incide sulla vita quotidiana”. L’oscillazione del gradimento per i partiti è fissa intorno al 5% il che significa che in una democrazia rappresentativa su mille seggi parlamentari i partiti ne occupano oggi abusivamente 950. Il Pdl perde 28 punti sul 2008, il Pd 16.

Sembrerebbe, allora, in una lucida interpretazione del paese mortificato, vessato, allo sbando che per la prima volta le elezioni non le abbia vinte proprio nessuno. Questo avviene contemporaneamente e difformemente ai milioni di donne e uomini che affollano le piazze, agli indignati, ai precari, ai giovani senza lavoro, ai suicidi di tanti imprenditori, alle morti bianche, alla sofferenza sociale, ai sacrifici chiesti, alla nascita in Svezia, Olanda, Austria, Norvegia  del movimento post-moderno dei Piraten che sta sconvolgendo il sistema dei partiti in Germania e che è approdato in Italia. Non possiamo non prenderne atto. L’ alternativa rimane quella di guardare avanti e non quella di chi pensa di sopravvivere stancamente al malessere senza farsene carico nell’illusione che l’autosufficienza di una classe conservatrice che non ha più ascoltatori prosegua imperterrita; la passione civile e politica e non l’apatia o la rinuncia o i furti amministrativi devono caratterizzare i prossimi mesi quelli di una campagna elettorale nazionale già avviatasi sulla via di veleni, frenate e rincorse, attendismi e profezie che avanzano come i vizi eterni di politici incancreniti e senza anima. Frosinone, in queste ultime amministrative, è apparsa inzuppata nel rancore, senza linfa vitale ( se non per il coraggio di rari gruppi privi dell’ appannaggio  di padroni), senza nutrimento quello che invece ogni madre buona deve saper donare al proprio figlio dunque alla propria terra. Abbiamo assistito in diretta al peggio di cordate e pseudo coalizioni spentesi come fuochi fatui.

Eppure la risposta c’è: la politica dei territori non è riuscita a tradurre in chiave programmatica la spinta che viene dal basso uguale “ non c’è lavoro, non c’è equità ne solidarietà” e non ha saputo interpretare il futuro non essendo attrezzata alla modernità ma essendo rimasta ferma all’epoca dello schiavismo. Non possono interessarci i gradimenti personalistici, noi vogliamo guardare all’interesse dell’Italia una Italia che chiede speranza e non si fida più delle sempiterne facce che hanno lavorato alla disfatta di una intera civiltà.

Assuefazione e inganno non possono continuare ad essere leve di un auspicato cambiamento. Non c’è alternativa se non c’è cittadinanza. La democrazia è orizzontale.

Continuare a mortificare l’autenticità di un percorso proteso al cambiamento con trucchi ed inganni, con blocchi di potere che blindano la circolazione della conoscenza non fa bene all’intelligenza gruppale e alla salute di un intero popolo. Noi non abbiamo paura dei dinosauri in estinzione.

Rete indipendente “Nuove Idee nei territori”  

 

 

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