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Che vergogna i media nazionali: ora ci provano con la “guerra dello spread”

 
Che vergogna i media nazionali.
 
Prima provano a far perdere Pierluigi Bersani alle primarie e ora cercano di aumentare una normale instabilità politica, conseguente ad un inaspettato e repentino annuncio di dimissioni di un Premier di sabato notte, auspicando una “guerra dello spread”, mentre alla fine di oggi i rendimenti decennali dei BTP saranno al più saliti di uno 0,3% in termini assoluti (con un impatto sul pagamento di interessi, a voler esagerare, di 1 miliardo di euro sull’economia di un Paese che produce ricchezza e debiti intorno ai 2000 miliardi l’anno).
 
Crediamo pure che, prima di tutti, il più grande partito politico del Paese – il Partito Democratico – dovrebbe reagire a tutto questo.
 
Non è possibile continuare ad assecondare questa velleità di comunicazione, errata e fuorviante, che ci vuole sempre e comunque vittima dei mercati internazionali, che ci sta totalmente immobilizzando.
 
Il Paese oggi, anche grazie al lavoro dei due Super Mario, è indipendente dalla “variabile Monti” e forse anche da quella “debito sovrano”, mentre lo è molto meno dalla “variabile economia”, su cui si dovrebbe rapidamente cominciare a parlare, a partire dalla politica, ma anche sui media nazionali.
 

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