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“Non solo fondi UE, al Sud serve un progetto”, la mia intervista per «Il Mattino»

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Intervista di Gianni Pittella per «Il Mattino»

Onorevole, qual è il significato di questa nuova visita del premier a Napoli e nel Mezzogiorno?

«Ha innanzitutto un grande valore simbolico – spiega Gianni Pittella, capogruppo del Pse a Strasburgo – perché vuole significare l’importanza che ha il Sud per Renzi e per il Governo, ma anche per l’Europa intera. Il Mezzogiorno è un’area che può diventare strategica per la crescita e per la ripresa economica nel continente. Aggiungo: so che Renzi visiterà anche delle aziende d’eccellenza. E questo è un altro motivo di questa visita: il premier viene a sottolineare le virtuosità di cui il Sud è ricco, viene a dare un segnale di fiducia e di incoraggiamento peri tanti attori dello sviluppo che nel Mezzogiorno fanno per intero la loro parte, a dispetto di chi critica soltanto».

Lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi “Affinché Napoli possa riprendere la via dello sviluppo”, in occasione della sua visita a Napoli il 14 agosto 2014.

La lettera, il cui testo è stato consegnato al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio nel corso di un incontro tenutosi venerdì 8 agosto a Palazzo Chigi e che sarà data a Matteo Renzi con le firme definitive il 14 agosto, è stata finora sottoscritta da oltre 160 personalità e da più di una ventina di enti e associazioni. Le firme si raccolgono ancora sulla pagina Facebook di “Noi per Napoli” (https://www.facebook.com/noiper.napoli/about) e alla mail noipernapoli1@gmail.com
napoli
Affinché Napoli possa riprendere la via dello sviluppo Napoli, con la sua area metropolitana, vive una delle stagioni più difficili della sua storia. I cornicioni di palazzi storici che si sbriciolano sotto il peso della mancata manutenzione appaiono la metafora di una città che rischia un irreversibile declino. Un declino che viene da lontano per un’area che negli anni ’70 rappresentava la terza zona industriale del Paese. Napoli ha perso, in poco più di un quarto di secolo, oltre il 20% della sua popolazione e, se l’emorragia demografica non si arresterà, quella che è stata capitale di un Regno europeo e la più grande città italiana fino agli anni ’30 del secolo scorso, diventerà presto una media città del Paese. La popolazione invecchia e i giovani, soprattutto quelli più scolarizzati, l’abbandonano. La città conta un alto tasso di disoccupati e un basso indice di occupati. Nelle classifiche che rilevano la qualità della vita, Napoli è stabilmente agli ultimi posti. La stessa analisi può essere estesa all’area napoletana che si accinge a diventare Città Metropolitana. Dinanzi alla crisi che ha reso evidente l’insufficienza delle politiche locali si impone per Napoli una svolta: i problemi seri e profondi della città non si affrontano con scelte di corto respiro, ma andando  oltre il giorno per giorno e in un orizzonte di medio lungo periodo. Se il Porto, la più grande infrastruttura urbana, il Teatro San Carlo, la più  prestigiosa istituzione culturale, e altri enti tra città e regione sono stati commissariati, una ragione c’è. Se anche per Bagnoli, dopo disastri e fallimenti di una vicenda che si trascina da anni, si propone un intervento deciso delle istituzioni nazionali è perché la politica e le amministrazioni locali non sono state in grado di affrontare adeguatamente i nodi decisivi. La strada da percorrere deve essere chiara nella meta e certa nei tempi. Attraverso l’intervento del Governo è possibile rimuovere ostacoli e inefficienze, definire nuovi strumenti e obiettivi, chiamare le forze produttive e sociali, le competenze, le istituzioni locali, a perseguire soluzioni nette e definite, ridando una prospettiva di futuro a Napoli. C’è bisogno di un nuovo e più virtuoso rapporto tra Stato, istituzioni locali e classi dirigenti espressione della città e del territorio, sulla base di una rispettiva assunzione di responsabilità. Napoli non chiede privilegi, né indulge a un rivendicazionismo deteriore, spesso brandito dalle classi dirigenti come alibi per il loro fallimento, ma a lungo assecondato per convenienze di parte anche dai Governi nazionali. Ciò che si richiede è un impegno costante e una strategia del Governo nazionale finalizzata a orientare efficacemente le classi dirigenti napoletane a innovare nei loro comportamenti. A differenza che nel passato, esse devono essere incoraggiate, con misure di promozione ma anche con sanzioni – eventualmente attraverso l’esercizio di poteri sostitutivi – monitorando le loro azioni e verificandone i risultati, a valorizzare quelle risorse di cui dispone la Città metropolitana di Napoli e che sono gravemente sottoutilizzate: il patrimonio culturale, storico, paesaggistico  e ambientale da Cuma a Pompei, le conoscenze scientifiche radicate nelle Università e nei centri di ricerca, un’antica tradizione manifatturiera e artigianale. L’uso efficace di questo patrimonio non solo segnerebbe una svolta per Napoli e per l’intero Mezzogiorno, ma rafforzerebbe la proiezione euro-mediterranea dell’intero sistema-Paese. Invitiamo il Presidente del Consiglio a vigilare e operare in alcune direzioni. • Per adottare misure coraggiose che consentano alla Città metropolitana di attrarre investimenti dall’interno e dall’estero e promuovere imprenditorialità: valuti il Governo – previo un concludente negoziato con la UE – la realizzazione nella Città metropolitana di Napoli e, possibilmente, nell’intero Mezzogiorno di una “No Tax Area” a tempo determinato, riservandola a investimenti che garantiscano innovazione tecnologica, competitività e occupazione (contro la sospensione degli attuali  sussidi alle imprese, che superano significativamente il gettito IRES al Sud). • Per realizzare a Bagnoli una chiara distinzione dei ruoli, in un disegno sinergico e collettivo: il Governo – con specifici strumenti attuativi e con il coinvolgimento delle competenze scientifiche e delle comunità locali – sovraintenda alla bonifica dei suoli e del mare; il Comune predisponga piani urbanistici realistici e sostenibili in tempi ravvicinati; le forze economiche e imprenditoriali, a livello locale e internazionale, siano incoraggiate con strumenti nuovi a portare avanti la riconversione produttiva dell’area. • Per affrontare tempestivamente e sistematicamente l’emergenza ambientale della “Terra dei Fuochi”, che vorremo chiamare nuova e accogliente “Terra Produttiva e di Lavoro”:accelerando  e integrando – con le necessarie risorse – gli interventi per l’individuazione e la bonifica delle aree contaminate tra Napoli e Caserta, al fine di assicurare la prevenzione della salute pubblica e la salvaguardia della filiera agroalimentare. • Per favorire la rivitalizzazione del Centro Storico di Napoli: il progetto finanziato con i fondi europei registra preoccupanti ritardi, con il conseguente rischio della perdita delle risorse stanziate, cosa che va scongiurata; vanno, inoltre, avviate politiche di manutenzione del patrimonio edilizio e di rigenerazione urbana, rilanciando le “buone pratiche” già sperimentate con il Progetto “Sirena”.
• Per consentire il rilancio di un programma volto al risanamento delleperiferie urbane:a partire da  Scampia e dalla riconversione delle aree dismesse, anche con moderni modelli di partenariato pubblico-privato come “Naplest”, con l’obiettivo della piena integrazione di questi territori nella Città metropolitana; attraverso l’adozione di politiche sociali che rafforzino la qualità dell’istruzione e della formazione professionale, favorendo  l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. • Per rilanciare il Porto di Napoli: Il Governo intervenga per far andare avanti il programma di modernizzazione, giungendo alla nomina del Presidente dell’Autorità portuale commissariata da anni e garantendo che l’incarico sia affidato a personalità dalla indiscussa esperienza e competenza manageriale. Una prospettiva di ripresa economica, culturale e civile di Napoli potrà fondarsi sul sostegno dei settori della società napoletana che esprimono un modo moderno di vivere e di operare: le associazioni di volontariato e di resistenza contro la criminalità; le forze imprenditoriali che hanno reciso i legami con un vecchio modello economico assistenziale e clientelare; le Università, i Centri di ricerca pubblici e privati che, nonostante le difficoltà del contesto, hanno sperimentato e diffuso innovazione; i gruppi e le fondazioni civiche, un nuovo movimento sindacale unitario che si batta per i diritti dei lavoratori e dei giovani, contro chiusure corporative, sprechi e assistenzialismo. Sono queste le forze che possono aiutare Napoli a partecipare da protagonista alla stagione di cambiamento che sta investendo il Paese. Su un punto vogliamo tuttavia insistere: la battaglia per Napoli può essere condotta solo da una politica orientata all’interesse generale e liberata da chi tenta di farne un luogo di privilegi; da una classe dirigente che dimostri di saper utilizzare produttivamente fino all’ultimo centesimo le risorse disponibili, che affermi i principi di legalità e di trasparenza nell’amministrazione della cosa pubblica;insomma, da una politica che si dimostri all’altezza della gravità dei problemi che affliggono la città e sia in grado di restituirle una speranza e una prospettiva di sviluppo moderno. Confidiamo che il Governo nazionale sia consapevole che il destino della metropoli napoletana è intrecciato indissolubilmente con quello dell’intero Paese per i prossimi decenni e costituisce, al contempo, un elemento fondamentale per il superamento della stessa “crisi italiana”.
I sottoscrittori: Gerardo Marotta, Aldo Masullo, Luigi Nicolais, Massimo Marrelli, Francesco Rossi, Lida Viganoni, Lucio D’Alessandro, Gaetano Manfredi, Elda Morlicchio, Maurizio De Giovanni, Ernesto Albanese, Cesare de Seta, Adriano Giannola, Mario Mustilli, Piero Craveri, Emma Giammattei, Paolo Scudieri, Marco Zigon, Luigi Labruna, Renata De Lorenzo, Massimo Villone, Pina Amarelli Mengano, Aldo Trione, Costanzo Jannotti Pecci, Patrizia Boldoni, Mariano D’Antonio, Dario Scalella, Giuseppe De Natale, Domenico Ciruzzi, Alberto Irace, Amedeo Di Maio, Luigi Fusco Girard, Massimo Pica Ciamarra, Lucio Potito, Attilio Belli, Riccardo Realfonzo, Giuseppe Maggi, Luigi Necco, Antonio Mattone, Alfonso Ruffo, Adriano Rossi, Marinella De Nigris, Francesco Saverio Lauro, Rosario Sommella, Antonio Lopes, Andrea Pierucci, Patrizia Ranzo, Massimo Rosi, Clelia Buccico, Franco Garofalo, Emilio Alfano, Antonio Scuotto, Giuseppe Baratto, Mauro Maldonato, Marcella Marmo, Sergio Cappelli, Gabriella Corona, Mario Di Costanzo, Franco Amarelli, Alfredo Mazzei, Alberto Pinto, Sergio Fedele, Giuseppe Oliviero, Elio Pariota, Gennaro Moccia, Alessandro Castagnaro, Fabio Pignatelli, Pasquale Persico, Paola De Vivo, Matteo Pizzigallo, Gabriella Cundari, Sergio D’Angelo, Francesco Domenico Moccia, Ennio Forte, Costantino Formica, Franco Ortolani, Benedetto De Vivo Renato Passaro, Rosita Marchesi, Antonio Napoli, Achille Flora, Michelangelo Russo, Francesco Pastore, Marco Santillo, Raffaele Sibilio, Giovanni Battista de’ Medici, Francesco Castagna, Raffaele Crispino, Mario Bartiromo, Benedetto Migliore, Paolo Strolin, Valerio Petrarca, Alessandra Testai, Marcello Caronte, Umberto De Martinis, Guido Donatone, Manuela Siano, Gerardo Mazziotti, Lucio Giacomardo, Eugenio Corti, Anna Rea, Nando Morra, Giulio Pane, Riccardo Rosi, Michele Viscardi, Giulia Velotti, Giovanni Grieco, Carlo Iannello, Marco Valenzi, Nicola Stabile, Bernardino Stangherlin, Stefano Frascani, Nunzio Nunziato, Alessandro Cillo, Alessandra Libonati, Luigifranco Zoena, Antonella Malinconico, Massimo Caronte, Mauro Catalani, Massimo Bracale, Antonio Tosi, Susie Romano, Maurizio Guglielmini, Vincenza Esposito, Stefano Lepore, Claudio D’Aquino, Bruno Esposito, Carmine Scafa, Ernesto Mostardi, Francesco Saverio Chioccarelli, Fabrizio Gritti, Andrea Pomella, Luigi Esposito, Piero Teo, Luigi Maria D’Angiolella, Francesco Violi, Sergio Cotecchia, Teresa Leone, Ezio Aliperti, Gianluca Albano, Rossana Lizzi, Federico D’Aniello, Gennaro Ascione, Giuseppe Salvati, Maurizio Duca, Mauro Di Stasio, Sergio Longhi, Claudio Agrelli, Vincenzo De Blasio, Franco Musto, Domenico Longo, Bruno Del Giudice, Roberto Braibanti, Titti Cimmino, Maria Consiglia Izzo, Ida Santangelo
Gli enti e le associazioni: Istituto per gli Studi Filosofici, Fondazione “Mezzogiorno Europa”, Noi per Napoli, Confapi Campania, Napoli Open Innovation, Fondazione per la Bioarchitettura e l’Antropizzazione Sostenibile dell’Ambiente, Innovatori Europei Napoli, Città di Partenope, Napolipuntoacapo – Associazione di idee per il rilancio della città, Progetto Napoli, Assoutenti Napoli, Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli, AIPA (Associazione Imprenditori Piccole Aziende di Partenope), Comitato Civico Posillipo, Comitato Civico Portosalvo, Comitato Civico Carlo III, Comitato “Salviamo Bagnoli”, Comitato “Insieme per i Ponti Rossi – Tiziana Amato”, Associazione Foris Cryptae, Associazione Telefono Blu, “NAME” Associazione per le Trasformazioni di Napoli Città Metropolitana.
I promotori di “Noi per Napoli”: Pasquale Belfiore, Luigi Bianco, Gennaro Biondi, Lilli De Felice, Bruno Discepolo, Paolo Frascani, Mariano Giustino, Gaetano La Nave, Amedeo Lepore, Marcello Martinez, Gianni Pinto, Umberto Ranieri, Nicola Tremante.Napoli, 14 agosto 2014

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