Innovatori Europei

"Significativamente Oltre"

Pittella: “Aperto uno spiraglio, allarghiamolo: dai principi si passi a scelte concrete”

“ E soprattutto ci sarà maggiore elasticità per le risorse destinate alle infrastrutture. Si pensi solo a quanto può valere dal punto di vista della crescita ad esempio cablare tutto il mezzogiorno dove ora le autostrade sono più necessarie del pane.”
 
Intervista a Gianni Pittella – L’Unità
 
«S`è aperta una porta, adesso infiliamoci dentro e allarghiamo lo spazio». Gianni Pittella, presidente ad interim del Parlamento europeo (in attesa che martedì Strasburgo elegga il socialista Martin Schulz) usa questa metafora per spiegare che dal Consiglio europeo sono arrivati segnali importanti, e che adesso toccherà alla nuova legislatura europea che inizia questa settimana in concomitanza con l`avvio del semestre italiano di presidenza della Ue, non farli cadere nel vuoto. Pittella vede due linee di intervento. Quella economica per estendere al massimo il «miglior uso della flessibilità»spostando sulla crescita e la creazione di occupazione le priorità europee. E quella politica per aumentare il tasso di democraticità delle decisioni europee e ridurre la distanza fra cittadini e Ue. Partiamo da qui. 
 
Onorevole Pittella, quindi è una buona scelta quella dei capi di Stato e di governo di indicare Juncker, cioè del candidato più votato alle elezioni del 25 maggio, alla presidenza della Commissione? 
 
«Certamente c`è stata una svolta perché finalmente si dà voce e si rispetta la volontà dei cittadini. I governi hanno compreso che la scelta del presidente della Commissione non poteva non tener conto dell`esito del voto. Sì, è una decisione che ha una grande rilevanza. Forse addirittura storica per la Ue». 
 
Non esagera? 
 
«No, perché è un passo oggettivo verso una maggiore democrazia che ci consentirà di farne altri in questa legislatura». 
 
Quali? 
 
«Penso in particolare nel riconoscere il ruolo del parlamento europeo, cioè dei rappresentanti eletti dai cittadini, in tutte le decisioni di politica economica e finanziaria. Non è più possibile che scelte che incidono così a fondo nella vita delle persone possano essere prese dai governi bypassando il parlamento e non coinvolgendo gli eletti dai cittadini. Parlamentarizzare le scelte economico-finanziarie è democrazia» .
 
Il Consiglio europeo ha promesso anche maggiore flessibilità nei conti. È un passo in avanti anche questo? 
 
«Sì. Non c`è più l`arroccamento sul concetto di austerità e rigore a cui s`è accompagnata la comune consapevolezza, che prima non era così diffusa, che senza misure per la crescita e per l`occupazione non si risanano nemmeno i conti pubblici e si producono effetti negativi su tutta l`economia che penalizzano milioni di europei». 
 
Ma perché non dovrebbe essere solo una svolta lessicale? 
 
«Perché dopo le elezioni europee s`è accresciuto il ruolo del parlamento e del governo italiano. Per usare una sua battuta: Renzi sta cambiando verso anche al percorso europeo». 
 
Cosa fare ora per non lasciare quelle parole sulla carta delle buone intenzioni? 
 
«Far tradurre un principio in misure concrete. Quindi per me “miglior uso della flessibilità” significa che gli Stati membri dell`Unione che fanno riforme, risanano i conti, ammodernano le proprie istituzioni hanno diritto a una maggiore libertà negli investimenti sui settori strategici per lo sviluppo». 
 
Qualche esempio? 
 
«I governi virtuosi dovranno avere la possibilità di investire sulla ricerca, l`istruzione. Potranno pagare i debiti della pubblica amministrazione alle imprese che ora sono con l`acqua alla gola, soprattutto le pmi, e che con quell`ossigeno possono re-investire e creare nuovi posti di lavoro. Potranno avere più spazio sui cofinanziamenti ai fondi strutturali europei. E soprattutto ci sarà maggiore elasticità per le risorse destinate alle infrastrutture. Si pensi solo a quanto può valere dal punto di vista della crescita ad esempio cablare tutto il mezzogiorno dove ora le autostrade sono più necessarie del pane. Insomma ora spetterà alla concertazione fra governi, commissione e parlamento europeo indicare i punti di concreta attuazione di quel principio». 
 
Però l`Italia dovrà fare le riforme. 
 
«È un processo già avviato dal governo italiano, della cui serietà mi pare si siano accorti tutti, perfino la signora Merkel».
 
Non teme che gli ostacoli Renzi li troverà in casa propria? 
 
«Per il ruolo istituzionale che ricopro non voglio esprimere opinioni che possano essere interpretate come fuori dai miei limiti, posso però auspicare che la strada riformatrice del governo italiano sia libera da ogni ostacolo. Del resto questo è quello che hanno chiesto gli italiani». 
 
In che senso? 
 
«Il voto ha dimostrato che c`è un largo apprezzamento per il disegno riformatore di Renzi. Certo quando si cambiano le cose le resistenze si trovano sempre, ma quel percorso ha avuto una benedizione eclatante dagli elettori di cui si sono resi conto anche a livello europeo. Gli 11 milioni di voti del Pd hanno contribuito a salvare il fronte europeista. Un effetto, le assicuro, che non è passato inosservato in Europa e nel Pse dove ho constatato come tutti i leader riconoscano il ruolo e il contributo del Pd e di Renzi». 
 
Quindi è stata indovinata anche la scelta di portare subito il Pd nel Pse? 
 
«Decisiva direi. Renzi e l`Italia non avrebbero potuto fare quella battaglia al Consiglio europeo in maniera isolata. Avere alle spalle la famiglia del socialismo europeo ha pesato e molto».
 
Fonte: L’Unità

Proposta per il Semestre Europeo a guida italiana: Un Osservatorio per la Logistica e le Infrastrutture Mediterranee nel Mezzogiorno italiano

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Logistica e Infrastrutture. Il ruolo del Mezzogiorno e il suo contributo all’economia del Paese

30 Giugno Seminario “Dall’Expo ai Territori” – Seminar “From the Expo to our territories”

Expo
 
 
Gli Innovatori Europei La invitano a partecipare al Seminario conoscitivo del progetto “Dall’Expo ai territori”, che supportano quale driver di sviluppo competitivo dei territori italiani “verso la Smart Nation”.Se è interessata/o all’iniziativa, La preghiamo di rispondere via email entro il 29 giugno.Seminario, 30 giugno 2014, ore 17.00 – 18.30, Roma, Spazio Europa, Via IV Novembre 149

Gli Innovatori Europei incontrano “Dall’Expo ai territori”

Sul Sito del Partito Democratico: Logistica e Infrastrutture. Il ruolo del Mezzogiorno e il suo contributo all’economia del Paese

pd

Comunicato Stampa pubblicato sul Sito del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti del Partito Democratico

Dal Nazareno: noi Innovatori Europei consegniamo la creazione nel Mezzogiorno dell’ Osservatorio Logistica e Infrastrutture Euro-Mediterranee al Partito Democratico e al Governo

convegno romaconvegno 21 giugno

Comunicato Stampa

21 giugno, Roma – Logistica e Infrastrutture. Il ruolo del Mezzogiorno e il suo contributo all’economia del Paese

 

 Brochure finale

Potete visionare la Brochure e la Locandina del convegno. 

Link al messaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Matteo Renzi

Messaggio del Presidente del Parlamento Europeo On. Gianni Pittella – Convegno 21 Giugno a Roma su “Logistica e Infrastrutture. Il ruolo del Mezzogiorno e il suo contributo all’economia del Paese”

pittella

Gianni PITTELLA Acting President of the European Parliament    
Bruxelles 20giugno 2014   

Messaggio del Consigliere Regionale della Basilicata Dr. Mario Polese – Convegno 21 Giugno a Roma su “Logistica e Infrastrutture. Il ruolo del Mezzogiorno e il suo contributo all’economia del Paese”

polese

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