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AL GORE, NOBEL PER LA PACE

Al Gore e la commissione clima Onu premiati con il Nobel per la pace 2007

Il numero due di Clinton: “Il problema non è solo politico ma morale”

Il capo dell’Ipcc “sorpreso, stordito: un grande privilegio”

OSLO – Il premio Nobel per la pace è andato all’ex vice presidente americano Al Gore e al Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (Ipcc) dell’Onu. L’ex vice di Clinton è stato premiato per il suo impegno e per la sua azione di sensibilizzazione sui rischi dei mutamenti climatici. Impegno che ha preso la forma del libro “Una scomoda verità”, diventato poi un documentario premio Oscar 2007 (il video). Proprio ieri il film è stato “processato” dall’Alta Corte di Londra, che lo ha accusato di contenere errori significativi e di essere inadatto alle scuole.

LE PAROLE DI GORE. Il primo commento è stato affidato alla portavoce dell’ex vicepresidente Usa (clicca qui per il suo profilo), Kalee Kreider. Dicendosi “profondamente onorato”, Gore ha annunciato che donerà il 100 per 100 dei proventi alla Alleanza per la Protezione del Clima. Più tardi ha avuto un breve incontro con la stampa durante il quale ha dedicato il premio a “tutti coloro che lottano per l’ambiente” e ha sottolineato che quella dei mutamenti climatici “è la più grande sfida che aspetta oggi l’umanità”, ma anche “una grande opportunità”. In quest’ottica “la crisi del clima non è solo una questione politica, è anche una sfida morale e spirituale per l’umanità”. “Il pianeta Terra è in una situazione di emergenza – ha aggiunto Gore – Questo è solo l’inizio, è giunto il momento di elevare la consapevolezza mondiale” sul problema del riscaldamento del pianeta. E l’auspicio è che questo premio “contribuisca a rafforzare l’attenzione della gente” sul problema dell’effetto serra”. Gore ha evitato di rispondere ai giornalisti, molto probabilmente anche per sfuggire alle inevitabili domande sulla sua candidatura o meno alla Casa Bianca adesso che ha vinto il Nobel.

IL COMITATO INTERGOVERNATIVO. L’Ipcc, Intergovernmental panel on climate change, è il comitato scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, la World Meteorological Organization (Wmo) e l’United Nations Environment Programme (Unep) allo scopo di studiare il riscaldamento globale. I rapporti periodici diffusi dall’Ipcc sono alla base di accordi mondiali quali la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) e il protocollo di Kyoto che la attua. Il comitato è organizzato in tre gruppi di lavoro: il primo incaricato di valutare gli aspetti scientifici dei fenomeni; il secondo le conseguenze del cambiamento climatico e le possibilità di adattamento; il terzo analizza le soluzioni per limitare le emissioni di gas serra.

REAZIONI. Il premio è stato una grande sorpresa per il presidente dell’Icpp. “Non posso crederci – ha detto Rajendra Pachauri ai giornalisti che lo hanno raggiunto per telefono nel suo ufficio di New Delhi – sono sopraffatto, stordito”. “Ritengo un privilegio dividerlo con qualcuno di così autorevole”, ha aggiunto riferendosi poi a Gore.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, “molto contento” del premio. Il segretario ha reso omaggio “all’impegno e alla convinzione eccezionale di Al Gore, che è l’esempio del ruolo cruciale che le persone e la società civile possono giocare per incoraggiare risposte multilaterali sui problemi planetari”. Ed ha sottolineato che “è grazie in gran parte alle scoperte ben documentate dell’Ipcc che è stato possibile stabilire senza ombra di dubbio che il riscaldamento del pianeta è in atto e che è in gran parte provocato dalla attività dell’uomo”.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha inviato oggi le sue “più calorose felicitazioni” ad Al Gore e all’Ipcc. Descrivendo Gore come “una personalità notevole”, Sarkozy ha aggiunto di avergli già espresso “tutta l’ammirazione che m’ispira per il suo lavoro a favore dell’ambiente”, in occasione del loro ultimo incontro a Parigi.

“Congratulazioni! Congratulazioni ad Al Gore per il suo ben meritato Nobel per la Pace”, afferma il messaggio di Hillary Clinton, potenziale rivale del neo-premiato, che dopo il riconoscimento potrebbe anche decidere di inseguire la nomination democratica in vista della corsa alla Casa Bianca. “La sua dedizione e il suo impegno instancabile hanno avuto un ruolo decisivo nell’aumentare la consapevolezza del mondo sulla questione del riscaldamento del pianeta”, ha detto la senatrice.

Felicitazioni sono arrivate anche dalla Casa Bianca per voce del portavoce Tony Fratto, in viaggio con Bush in Florida. “Il presidente ha avuto la notizia questa mattina – ha detto – ed è ovviamente molto felice per il vice presidente Gore e per la commissione internazionale. E’ un riconoscimento importante e siamo sicuri che il vicepresidente sarà entusiasta”. Non è chiaro ancora se il presidente George W. Bush telefonerà personalmente all’ex “nemico”.

LE MOTIVAZIONI. La motivazione del premio da parte del comitato per il Nobel, che ha scelto i vincitori fra 181 candidati, recita: “per i loro sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti”. Il premio di 1,5 milioni di dollari verrà così diviso in due.

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