Significativamente Oltre

INTERVISTA: ONOREVOLE PITTELLA (PSE)

Intervista al Presidente Delegazione Italiana del PSE al Parlamento Europeo (giannipittella.org)

di Massimo Preziuso

Caro Onorevole,

1) Cosa cambia nella tua azione politica da quando eri consigliere comunale di Lauria, tuo paese natale, ad oggi, con l’ incarico di presidente della delegazione italiana al PSE?

Cambia certamente la qualità  e la dimensione dei problemi, cambia il taglio con cui li affronti,non certo la passione che, per fortuna, e’ la stessa che provavo quando ho iniziato a fare i primi passi della mia vita politica ed istituzionale.
Devo anche dire che la esperienza europea, soprattutto questa, ha cambiato molto me stesso, la mia testa.
Ora mi accorgo come i tanti particolarismi e localismi, non quelli virtuosi, siano molto meno importanti di una visione globale, di uno sguardo e di un impegno di insieme.

2) Quali le manovre idonee a stimolare la crescita in Italia per recuperare in competitività ?

La patogenesi della crisi e’ certamente multifattoriale : noi non siamo cresciuti perchè il mondo e’ stato fermo,quando e dove la crescita e’ ripresa e’ avvenuto lontano da noi,i settori trainanti la ripresa (in particolare quelli della new economy) non sono propriamente quelli nei quali si e’ distinta la economia europea,la dimensione delle nostre aziende e’ ancora troppo piccola,noi non abbiamo ancora un sistema finanziario adeguato.
Ma le cause d’origine,la etiologia,affondano le loro radici in eventi e scelte più remote.
Concordo con chi sostiene che la disdetta degli accordi di Bretton – Woods (tutte le monete si cambiavano col dollaro e il dollaro con l’oro)abbia avuto un effetto dirompente azzerando la griglia protettiva delle economie nazionali e proponendo,in luogo del primato della sfera pubblica sulla economia,la egemonia dei mercati finanziari e commerciali e una dimensione non più nazionale ma globale.
A ciò si aggiunga il cambio epocale realizzato con il crollo del muro di Berlino,responsabile della caduta di ogni residua protezione garantita dalla logica bipolare.
Ecco,prima di prospettare ricette,occorre avere bene in mente le cause della crisi.

 

3) Come ritornare a parlare seriamente di innovazione e ricerca nel nostro Paese?

Puntare su innovazione e ricerca e’ senza dubbio prioritario.

Ma io vorrei delineare una agenda di punti che riguardano l’Europa e, quindi anche l’Italia :

1) superare la asimmetria tra la dimensione europea della moneta (peraltro controllata dalle Banche Centrali )e la titolarità  nazionale delle politiche economiche

2) completare la realizzazione del mercato interno,con la armonizzazione ( non semplicemente il mutuo riconoscimento ) delle regole che riguardano fisco,pagamenti,mercati finanziari,servizi, mobilità delle persone,qualifiche professionali,etc.

3) innovare profondamente la filosofia del sistema bancario tesa,oggi, più all’amministrazione delle risorse che alla messa a disposizione dei fondi necessari agli investimenti e alla crescita

4) de-ideologizzare la Strategia di Lisbona,puntando a poche chiare scelte concrete : se la competizione e’ ormai sull’immateriale, è lì che dobbiamo puntare.
Realizzare la società della conoscenza significa ad esempio finanziare le grandi reti telematiche e renderle fruibili dai cittadini .

5) trasformare il cosiddetto modello sociale europeo in Welfare delle opportunità , intervenendo con giudizio ma anche con coraggio,sui sistemi previdenziali sanitari ed assistenziali,in modo da renderli più equi, più moderni, più adeguati ad una società  profondamente cambiata

6) rafforzare la politica di tutela della concorrenza,con misure che riguardino non solo , come prevalentemente avviene ora,chi sta nell’arena di gioco, ma anche chi sta fuori .
Occorre aumentare gli ingressi e le uscite dal mercato,agendo su vari tasti : la liberalizzazione delle professioni con la riforma degli ordini,la eliminazione delle tariffe minime,il superamento del divieto della pubblicita’,il superamento dell’esame di stato,la messa in discussione del valore legale del titolo di studio;il miglioramento della legge sul fallimento;l’educazione alla imprenditorialità ;la diffusione dell’ ICT;la proliferazione dell’apprendimento on the job; il potenziamento delle attività di ricerca; etc.

7) Last-but-not-least affrontare il nodo dei meccanismi decisionali in sede europea e riformare il Bilancio.

4) L’attuale manovra finanziaria favorirà sino a quale punto un sereno percorso RIFORMISTA?

Occorreva fronteggiare i disastri compiuti dal governo Berlusconi rispetto ai conti pubblici.
Abbiamo ereditato una situazione disastrosa,col rapporto tra deficit e PIL superiore al 4 per cento,il rapporto tra debito pubblico e PIL superiore al 106 per cento e con una crescita pari sostanzialmente a zero.
Non avevamo solo il dovere di rimetterci in regola coi parametri del Patto di Stabilità  europeo.
Avevamo un obbligo ancora più forte nei confronti di noi stessi,dei nostri figli : rimettere ordine nella nostra casa e nelle sue finanze.
Lo abbiamo fatto e in piu’ abbiamo dato ossigeno alla economia con la riduzione del cuneo fiscale e contributivo,con le liberalizzazioni,con gli investimenti per le infrastrutture fisiche e immateriali che solo al sud ammonteranno a 120 miliardi,tra risorse europee e nazionali.
Dovremo accelerare su questi ultimi punti e affrontare altri nodi strutturali della economia italiana,dalla previdenza all’assistenza alla Sanità .

5) GENERE E GENERAZIONI sono elementi ritenuti da te fondamentali, e come, per la trasformazione dello scenario politico? che spazi ritieni debbano avere nell’attuale panorama politico italiano ed europeo?

Senza il contributo determinante di Giovani e Donne non andremo da nessuna parte.
Una società e una politica nelle quali i giovani e le donne stanno ai margini, non ha la vitalità, la creatività, la forza per tornare ad essere competitiva.
Riformare l’ Italia significa innanzitutto abbattere le barriere che impediscono agli outsider di entrare e di contare.
Significa avere il coraggio di colpire tante rendite di posizione e tanti privilegi che sanno di medioevo.

 

Grazie,

Roma, 21 Febbraio 2007

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