Innovatori Europei
GENGIS KHAN E CLIMATE CHANGE
Gengis Khan, le Crociate e il cambiamento climatico – di Prof. Franco Ortolani
Gengis Khan nasce tra il 1155 e il 1167 e muore nell’agosto 1227 dopo avere costruito uno dei più vasti e potenti imperi della terra. Le Crociate iniziano nel 1097 e finiscono nel 1270 e determinano la riconquista del Mediterraneo da parte delle popolazioni europee, dopo un predominio plurisecolare musulmano.
Ma che relazioni vi sono tra Gengis Khan e le Crociate? I testi di storia non ci dicono quale fosse il contesto ambientale nel quale si sono verificati questi “fenomeni”. Alla luce dei più recenti risultati acquisiti con ricerche di geoarcheologia ambientale si può affermare che entrambi i “fenomeni” maturano e si sviluppano durante un cambiamento climatico-ambientale simile a quello che si sta manifestando e preannunciando attualmente, vale a dire durante uno dei ciclici e naturali riscaldamenti globali connessi ad un incremento dell’attività solare su scala plurisecolare.
Inconfutabili dati scientifici contenuti negli archivi naturali (prevalentemente nell’area mediterranea) integrati da dati archeologici e storici hanno consentito di ricostruire la storia del clima, dell’ambiente e dell’uomo degli ultimi 3000 anni. La storia dell’uomo si è sviluppata in un ambiente, favorevole alle attività umane, che prevalentemente è stato caratterizzato da condizioni climatiche simili a quelle note dal 1750 ad oggi. Tali condizioni, ogni 500 anni, sono state bruscamente interrotte da periodi della durata di 150-200 anni nei quali hanno prevalso alternativamente condizioni più fredde e più piovose e condizioni più calde e più aride. Le variazioni climatico-ambientali sono correlabili con variazioni plurisecolari dell’attività solare (un maggior numero di macchie solari ha determinato riscaldamenti globali mentre un minor numero ha provocato raffreddamenti globali). Conseguentemente le fasce climatiche attuali hanno avuto espansioni di alcuni gradi verso nord (periodi caldi) e verso sud (periodi freddi) provocando rapide e drastiche modificazioni ambientali.
Il riscaldamento globale attuale sta progressivamente provocando lo spostamento verso nord delle fasce climatiche dell’emisfero settentrionale. Le zone predesertiche e desertiche lentamente stanno invadendo l’Area Mediterranea e le acque marine si stanno sensibilmente riscaldando. Il tipico clima mediterraneo si sta trasferendo nell’Europa Centrale determinando le condizioni per nuove trasformazioni agricole tipicamente mediterranee. Le vaste aree settentrionali della Siberia, della Mongolia e del Canada interessate dal permafrost (suolo perennemente o stagionalmente congelato) si stanno trasformando in aree coltivabili.
I dati scientifici evidenziano che tra il 1000 dopo Cristo e il 1270 si ebbero modificazioni climatico ambientali simili che determinarono un sensibile riscaldamento delle aree settentrionali del Canada, Siberia e Mongolia e condizioni simili a quelle mediterranee nell’Europa Centrale con fenomeni di desertificazione nelle fasce costiere dell’Italia Meridionale.
Gli storici evidenziano l’incredibile sviluppo demografico, economico, sociale e militare che avvenne in Europa Centrale a partire dal 1000 dC, proprio grazie al riscaldamento globale che determinò un significativo miglioramento delle condizioni ambientali. In questo quadro di prosperità e di potenza si inquadra il fenomeno delle Crociate, iniziate nel 1097 e terminate nel 1270; durante tale intervallo l’Europa ha riconquistato il controllo commerciale del Mediterraneo, perso nei secoli precedenti.
Il riscaldamento globale ha determinato un drastico miglioramento delle condizioni ambientali anche in Siberia e in Mongolia dove milioni di ettari di territorio sono diventati produttivi in seguito allo scongelamento del permafrost. Conseguentemente la popolazione deve essere sensibilmente incrementata preparando il terreno per il grande leader Gengis Khan che tra la seconda metà del XII secolo e il primo quarto del XIII secolo si avvale di condizioni ambientali straordinariamente favorevoli per impostare il suo grande impero che arriva a comprendere buona parte dell’Europa Orientale.
I dati storici evidenziano che intorno al 1300 le condizioni climatico-ambientali sono peggiorate sensibilmente e l’Europa è stata interessata da gravi crisi economiche, sociali, militari e sanitarie. Le ricostruzioni paleoclimatiche mettono in luce che tra il 1050 e il 1100 la temperatura media si è innalzata di circa 1 grado centigrado e che a partire dal 1270 circa si è nuovamente raffreddata. Tale evoluzione climatica è connessa ad un marcato incremento delle macchie solari (dal 1000 al 1270 circa) che decrescono improvvisamente a partire dalla fine del 1300 dando inizio ad un lungo periodo freddo, noto come Piccola Età Glaciale, che terminerà intorno al 1730.
I fisici solari hanno evidenziato che dal 1750 l’attività solare ha iniziato ad aumentare e che dal 1940 il sole si trova in uno stato di grande massimo che solo una volta ha avuto negli ultimi 11.000 anni. Il grande massimo attuale dovrebbe terminare tra 10-15 anni dopo di che potrebbe riprendere, a partire dal 2050 circa, determinando l’instaurazione di condizioni climatico-ambientali più calde, simili a quelle descritte nel medioevo.
A questa evoluzione naturale si sommano le emissioni gassose antropogeniche. Anche eliminandole del tutto non si invertirebbe la variabilità climatico-ambientale naturale; si eliminerebbe certamente l’inquinamento atmosferico. Quindi, riduciamo drasticamente le emissioni nocive in atmosfera per non inquinare l’ambiente e, soprattutto, predisponiamo l’ambiente affinché si attenuino gli impatti, diversificati per latitudine e orografia, che si intensificheranno nelle prossime decine di anni.
Prof. Franco Ortolani
Ordinario di Geologia
Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico
LETTA: UN INNOVATORE EUROPEO
di Massimo Preziuso – Coordinatore Innovatori Europei per Letta
Venerdì sono partito per Piacenza per seguire il FESTIVAL DELLE IDEE di ENRICO LETTA, convinto che avrei passato una “due giorni” interessante e piacevole, e perchè ritenevo necessario andarvi a testimoniare l’impegno sostanziale e sostanzioso che il nostro Gruppo sta mettendo in campo in tutta Italia e in Europa.
Aldilà degli interessanti Forum tematici, ho provato (e con me credo tutti gli altri amici Innovatori Europei che ho incontrato – circa una trentina) una BELLA sensazione nell’ascoltare le parole del candidato ENRICO LETTA.
Devo aggiungere che non avevo mai ascoltato Letta dal vivo in una veste di candidato, ed ero molto curioso nel vedere COSA avrebbe detto a COME l’avrebbe fatto.
Bene, il risultato è stato al di sopra di ogni mia aspettativa (non che quelle fossero basse, ci mancherebbe): sintetizzo i perchè, sebbene sia difficile farlo in poche righe.
Il discorso di Letta è stato incentrato su alcuni concetti chiave, che rappresentano pienamente la Mission e nella attività di Innovatori Europei:
– Natalità e ricambio generazionale
– Europa
– Questione ambientale come opportunità culturale ed economica
– Istruzione
– Libertà (molto bello il passaggio in cui Letta ha detto di essersi candidato proprio per dire “SCELGO IO QUANDO”)
– Mobilità
– Politica dai “Toni bassi” e del “lungo periodo”
Ho poi comprato e letto il Libro “IN QUESTO MOMENTO STA NASCENDO UN BAMBINO”, nel quale è evidente la PROIEZIONE VERSO IL FUTURO del “nostro” candidato.
Per concludere, credo che abbiamo fatto la scelta migliore: ENRICO LETTA E’ UN INNOVATORE EUROPEO, e porterà un grande contributo di Innovazione nel Partito Democratico.
Roma, 16 Settembre 2007
Massimo Preziuso – Coordinatore INNOVATORI EUROPEI per LETTA
INCONTRO GRUPPO I.E. LONDRA
Oggi incontro il Gruppo di Innovatori Europei di Londra, con Davide Tiberti e altri amici.
Stiamo cercando di costruire un bel gruppo anche in UK perchè qui è grande la comunità di italiani che si interessano di Innovazione, Ambiente e politiche europee, con un occhio vicino al Partito Democratico.
Parleremo di cosa possiamo costruire insieme nei prossimi mesi, oltre alle attività operative per le Primarie di Ottobre in supporto a Letta (vi ricordo che è possibile votare dall’estero e se avete bisogno di informazioni, contattateci a info@innovatorieuropei.com).
Londra, la Francia e Brussels sono l’inizio di un percorso che speriamo ci porterà a realizzare Gruppi di Innovatori Europei in tutta Europa e non solo.
Intanto, in tutta Italia i gruppi locali di Innovatori Europei stanno proseguendo nella loro attività politica:
trovate la Rete organizzativa su www.innovatorieuropei.com/organizzazione/
Un saluto da Trafalgar Square.
Massimo Preziuso
INNOVATORI EUROPEI A PIACENZA
Decine di amici di Innovatori Europei, Network che sta sostenendo formalmente in tutta Italia la candidatura di Letta a Segretario del PD saranno presenti, in rappresentanza di molti gruppi locali di IE (www.innovatorieuropei.com/organizzazione) al Festival delle Idee di Piacenza di Venerdì e Sabato prossimi per rappresentare le nostre esigenze di un Partito Democratico che dia spazio e forma ai temi che da più di un anno affrontiamo:
– Sapere e Innovazione
– Energia e Ambiente (Climate Change)
– Europa e Mediterraneo
– Giovani e Politica
– Donne e Politica
Sperando nel contributo di tanti nuovi innovatori,
Grazie
Massimo Preziuso
Innovatori Europei per LETTA
www.innovatorieuropei.com
info@innovatorieuropei.com
MA IL GOVERNO STA SVECCHIANDO
di Enrico Letta, “Corriere Economia”, 10 settembre 2007
Sì, ha ragione Dario Di Vico. L’Italia costituisce, per più di un motivo, un’anomalia in Europa. E senza dubbio sul ricambio generazionale il nostro Paese si distingue in negativo. Abbiamo, infatti, la classe dirigente meno giovane della media degli altri Paesi europei: è innegabile che oggi in Italia si è considerati “giovani” a 55-60 anni, mentre i quarantenni sono destinati ancora a un lungo tirocinio. Io stesso, che ero il più “giovane” quando, a 32 anni, sono diventato ministro per la prima volta, lo sono ancora oggi, che di anni ne ho 41. E’ anche per questo che ho scelto di mettermi in gioco. C’è resistenza all’idea che il ricambio generazionale sia prioritario e alla consapevolezza che la classe dirigente debba formarsi ed essere selezionata attraverso la competizione. E non attraverso la cooptazione. E’ in questo la nostra diversità, ciò che condanna l’Italia a non essere proiettata verso il futuro, imponendole invece di guardare solo al passato.
Di Vico, dunque, lunedì scorso su Corriere economia ha posto un tema chiave per la società italiana, sollecitando l’attenzione sul ricambio generazionale attraverso cui inevitabilmente passa la modernizzazione del paese. E’ vero, in molti settori, soprattutto là dove si seleziona la classe dirigente, non c’è competizione ma, al contrario, si risponde a logiche di cooptazione. Soprattutto nella politica, nel mondo accademico e in tanti campi della vita associata prevale l’idea che la competizione, lungi dall’essere un sano meccanismo di selezione, sia negativa e in alcuni casi addirittura distruttiva. Oggi chi lancia una sfida, chi si mette in gioco, chi vuole competere, difficilmente è cooptato. Il coraggio delle scelte, della competizione non è premiato. E questo perché la cooptazione premia la fedeltà e sposta inevitabilmente in là l’età della responsabilità, mentre la competizione premia il merito. Il paragone con l’economia appare naturale: il monopolio danneggia i consumatori, distorce la concorrenza, avvilisce gli stimoli a migliorarsi. Il mercato ha invece bisogno di regole certe, ma anche di aperture e di competizione. Eppure, chi è dentro il sistema vuole il monopolio, tutt’al più l’oligopolio. In economia, ma non solo.
Vorrei, però, che descrivendo un problema, non si generalizzasse. In questo anno di governo Prodi ci sono stati esempi virtuosi importanti. Ne ricordo due, potrei citarne altri. Riguardano due luoghi notoriamente “senior”, gli Esteri e i Servizi Segreti: il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo, nominato dal governo Prodi, ha 52 anni ed è il più giovane funzionario scelto per quell’incarico; Franco Gabrielli, il nuovo Direttore del Sisde, è nato nel 1960. In organismi di diretta competenza del governo, dunque, è stata realizzata una rilevante inversione di tendenza.
E’ quello che occorre se si vuole modernizzare il paese. Le primarie e la realizzazione del Partito democratico costituiscono un’occasione straordinaria per rilanciare competizione e partecipazione, far prevalere il merito, promuovere il ringiovanimento e una più ampia presenza delle donne. A cominciare dalla politica. A patto, però, che si parta dall’idea che tutti sono contendibili e che la discussione deve essere vera, aperta, leale e non artificiosa. Tanto più che, per sua definizione, il sistema delle primarie punta a includere e non ad escludere.
Anche per questo ho deciso di candidarmi. Perché credo nella competizione e perché ritengo che la realizzazione del partito democratico sia un’occasione per dare una risposta alla domanda di buona politica che viene dalla società, e insieme per smuovere energie e competenze nuove nella partecipazione alla cosa pubblica.
DOCUMENTO DI NAPOLI PER LETTA
Articoli su “IlMattino” di Napoli del 04 settembre 2007
LE ADESIONI
Il documento dei democratici: «Un segno di discontinuità per cambiare e innovare»
Con il segretario regionale della Uil Anna Rea e con il docente di Storia Contemporanea al Suor Orsola Benincasa, si allarga il novero dei sostenitori campani di Enrico Letta. L’annuncio arriva nell’affollata saletta dell’Hotel Vesuvio: al tavolo, accanto al candidato alla segreteria nazionale del Pd, ci sono fra gli altri il presidente della Commissione parlamentare agli Affari esteri
Umberto Ranieri, l’ex assessore al Comune di Napoli Amedeo Lepore, l’europarlamentare e coordinatore nazionale Gianni Pittella, il consigliere regionale Guglielmo Vaccaro, l’assessore alla Provincia di Napoli Giuliana Di Fiore. Di fronte un parterre affollato dai sostenitori, daqualche curioso e soprattutto dal gruppo di intellettuali che hanno redatto il manifesto dei
«Democratici per Letta». Un documento che punta molto sul tentativo di innovazione che il Pd si propone di compiere nel segno della discontinuità: «In Campania è forte il rischio che il confronto su idee e programmi per il territorio, per l’interpretazione campana della via al Pd, pur necessario, si risolva nella liturgia dei manifesti programmatici, facendo passare in secondo piano un elemento programmatico altrettanto fondamentale, questo sì che interessa la gente: il bisogno di visibili elementi di quella discontinuità politica da tanti avvertita come prerequisito per ricostruire un clima di fiducia tra politica e cittadini».
A firmarlo ci sono: Pina Amarelli Mengano, Paolo Barbieri, Carlo Borgomeo, Alfredo Budillon, Raffaele Cananzi, il ricercatore Roberto Defez, l’editorialista Umberto De Gregorio, Marinella De Nigris, Sara Diamare. Gli economisti Adriano Giannola, Massimo Gerli e Massimo Lo Cicero, il fisico Paolo Guerriero, Silvio Lugnano, Carlo Mamone Capria, Fabrizio Mangoni, Gilberto Antonio Marselli, Marie Jo Nervì. I docenti universitari Eugenio Mazzarella, Enrico De Simone, Michele Cioffi, Erminia Agozzino, Paola De Vivo, Amelia Filippelli, Giuliana Di Fiore, Gustavo Mita, Amedeo Lepore, Franco Ortolani, Mario
Raffa, Caterina Romano, Valerio Tozzi. E poi Aldo Schiassi, Goffredo Sciaudone, Vincenzo Sica, Valeria Spagnuolo del Formez, Pasquale Orlando (Acli), Massimo Preziuso (Innovatori Europei), Ernesto Mostardi (Fuoricentro Scampia), Antonio Vosa (Nadir), Francesco Ganguzza (Movimento Democratico Europeo), Eliana Mauro (Incontriamoci), Antonio Principe (Circolo
Amartya Sen – Libertà e sviluppo), Fabio Nupieri (Libertà e giustizia), Teresa Leone (Anthares), Marisa Camardella (Assopedoni), Roberto Mercurio (segretario provinciale Fabi), Giulia Simone (Associazione per la difesa dei diritti dei consumatori), Emmanuela Saggese (Associazione per la difesa dei diritti dei consumatori), Adriano Varriale (Cisl Campania), Luigi Esposito (Centro Culturale VivaCampaniaViva), Raffaele Esposito (Associazione Arenaccia), Paolo Di Fusco
(Associazione sportivo-culturale Pianura).
cor.cas.
04/09/2007
UNA RICERCATRICE PER IL PD
Ecco “UNA RICERCATRICE PER IL PD” scritto dalla amica Adriana Albini – Innovatori Europei Genova e rappresentante di APD Liguria.
Adriana qui si schiera (con molti altri esponenti di APD Liguria, come Basso e Zara) a favore della candidatura di ENRICO LETTA alla SEGRETERIA DEL PD.
INCONTRO INNOVATORI EUROPEI – LETTA A ROMA
(Giovedì 6 settembre, dalle 17.30 alle 19 saremo con il Comitato Letta in Via del collegio romano, 1 (Centro Astalli), a Roma)
La campagna elettorale per la costituente del Partito Democratico entra nel vivo.
Gli Innovatori Europei hanno scelto di dare supporto alla candidatura a segretario di Enrico Letta, per la sua politica pulita, etica, giovane, ambientalista, innovativa ed europea.
E’ ora importante dare un contributo:
a) in termini programmatici, con un documento politico di sintesi delle nostre proposte (concrete) sugli argomenti che sono stati maggiormente trattati negli ultimi mesi dal think thank (Ambiente ed Energia, Sapere e Innovazione, Politiche Europee)
b) attraverso la disponibilità per Candidature nei vari collegi in tutta italia, come ci viene richiesto dal coordinamento nazionale e dai vari referenti regionali/provinciali per Letta.
Allora ragazze, ragazzi, Innovatori Europei, partecipate con il vostro impegno, dateci la vostra disponibilità a candidarvi e portare innanzi le nostre idee all’interno di un progetto politico più ampio.
Giovedì 6 settembre, dalle 17.30 alle 19 saremo (e siete tutti invitati) con il Comitato Letta in Via del collegio romano, 1 (Centro Astalli), vicino Via del Corso, a Roma per continuare a definire il nostro contributo e proporre le nostre candidature, a Roma e in tutta Italia.
Innovatori Europei
www.innovatorieuropei.com
info@innovatorieuropei.com
http://groups-beta.google.com/group/innovatorieuropei
INNOVATORI EUROPEI BRUSSELS CON ENRICO LETTA
INNOVATORI EUROPEI BRUSSELS CON ENRICO LETTA
perché sia restituito alla Politica il suo significato più alto e nobile: “l’elevazione culturale e sociale dei cittadini in un sistema di libertà, giustizia e democrazia”
A quasi un mese dalle Primarie è giunto il momento di incrementare i nostri sforzi per sostenere la candidatura di Enrico Letta .
Il Partito democratico ha bisogno di una figura come Enrico Letta, un personaggio politico capace e brillante, che ha fatto del suo coinvolgente programma e delle sue idee riformiste i suoi cavalli di battaglia.
Il suo progetto incentrato sui temi della Libertà, Natalità e Mobilità racchiude ed abbraccia a 360 gradi i bisogni della nostra attuale società.
Sensibilizzare il processo di natalità, l’Italia ha uno dei tassi più bassi al mondo, incentivare la mobilità come vera fonte di progresso e concentrarsi sul tema della libertà allontanandolo, finalmente, dal surrogato imposto dal motto berlusconiano “Casa delle Libertà”!.
Un leader giovane, 41 anni appena, che ha intuito le potenzialità dei giovani, dei quali si circonda, prendendo le distanze dalle vecchie logiche di cooptazione e clientelismo che da sempre ostacolano la crescita del nostro paese.
Quello che occorre oggi è soprattutto la sua pacatezza nel fare Politica, nella ricerca delle migliori soluzioni che restituiscano dignità a chi vive situazioni di bisogno e di difficoltà, esaltando, in tal modo, il valore della Libertà, fondamentale per la vita dell’uomo. E’ necessario che il senso del dovere, come pagare tutti le tasse in modo equo, sia a sostegno dei diritti a garanzia di uno Stato democratico e moderno.
Enrico Letta, sicuramente il più europeista fra i candidati, è molto sensibile all’integrazione europea e alle politiche comunitarie; con il suo programma finalizzato alla modernizzazione dell’Italia, per renderla più competitiva a livello europeo ed internazionale, mira a vincere le sfide che il processo di globalizzazione impone. In questa visione devono essere promosse e realizzate politiche attive del lavoro per consentire alle giovani generazioni l’ingresso reale nel mercato del lavoro, studiando sistemi di incentivazione per le imprese che assumono.
Il PD deve promuovere, con la sua iniziativa politica, il superamento della marginalizzazione della società civile, come spesso è avvenuto nell’esperienza governativa precedente, in cui le decisioni assunte si sono identificate attraverso l’antipolitica, frutto delle estenuanti mediazioni per l’occupazione del potere, all’insegna della più esasperata propaganda di carattere mediatico.
Su queste premesse il PD con Enrico Letta sarà veramente il Partito dei Cittadini, finalmente rappresenterà sulla base di un progetto-paese tutte le diverse anime e culture che sono proprie dell’Ulivo, che da cartello elettorale diventerà soggetto politico unitario, attraverso un Partito nuovo che valorizzi su basi programmatiche le regole contenute nell’art. 49 della Costituzione.
Brussels, 5 settembre 2007
Francesco Gadaleta
I MASS MEDIA E LE PRIMARIE
PERCHE’ I MASS MEDIA PARLANO PREVALENTEMENTE DI VELTRONI E NON DI LETTA ?
UN PO’ DI PAR CONDICIO NON GUASTEREBBE.
di Arnaldo De Porti – IE Belluno
Ho preso a cuore la candidatura a segretario del Pd di Enrico Letta, come più volte mi sono espresso pubblicamente sulla stampa. L’ho fatto con quella assoluta convinzione che normalmente scaturisce da un processo interiore al momento di assumere decisioni serie ed importanti, per se stessi e per gli altri.
Non voglio dibattere con arzigogolamenti politici di cui, in questi giorni, quasi tutti i mass-media offrono spettacoli a iosa, ma voglio semplicemente dire che la scelta di Letta trae input da una motivazione molto semplice: in Italia c’è bisogno di “nuovo” e di “genuino” e non di riciclaggio della politica e dei loro uomini. Altrimenti, come sono solito dire, si finisce per suonare la stessa musica utilizzando i soliti suonatori. E questo non va !
Io non ho niente contro Walter Veltroni, per l’amor di Dio, ma mi pare, anzi ne sono assolutamente certo che, pur prescindendo dalla sua serietà, dalla sua esperienza ed anche – perché no ? – dal suo modo educatamente accattivante di presentarsi in pubblico, rappresenti né più né meno se non una fotocopia del vecchio apparato politico che, oggi come oggi, non è più condiviso da nessuno, specialmente dalle nuove generazioni (lo dice uno che non è più giovane e quindi il mio ragionamento è al di sopra di ogni sospetto).
Vorrei dire anche qualcosa di più. Leggendo i giornali, o sentendo le varie TV, tutti parlano solo di lui, non solo, ma adoperano anche dei toni che sembrano da qualifica già ottenuta a segretario del partito democratico, e cioè ancor prima della consultazione. Se questa è democrazia…?!
Nessuno o pochi, per fortuna – questi ultimi – molto qualificati, trascurando un po’ la Bindi eccezion fatta per la realtà bellunese ove è ancora in essere uno spirito politico assai sindacabile, parlano di Enrico Letta che vorrebbero come segretario, proprio per quella sua “genuinità” che traspare da un viso pulito, onesto, giovane e non politicamente smaliziato.
Una considerazione. Si cerca in tutti i modi di invogliare i giovani al senso della politica che, ricordiamocelo bene, significa solo servizio e non prestigio personale (frase questa che verrà sicuramente definita retorica da chi bada solo al tornaconto personale) e si propongono uomini ed apparati della vecchia politica che ha stancato anche i vecchi, come il sottoscritto ?
Vogliamo questo ? Se sì, godiamo del nostro consolidato masochismo all’italiana !
Io non sarò certo uno di questi, ma supporterò le facce nuove e soprattutto “genuine” come Enrico Letta. Esattamente come coloro che la pensano come me, ipotizzando una sorpresa finale.
Grazie a chi vorrà a commentare il mio ragionamento (www.innovatorieuropeibelluno.wordpress.com)
Arnaldo De Porti – Referente per Belluno INNOVATORI EUROPEI a supporto di Enrico Letta a Segretario del Pd.