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INTERVISTA: ANDREA PEZZI
Intervista ad Andrea Pezzi, noto personaggio televisivo, e non solo
di Massimo Preziuso
1) Dalla TV-Giovane MTV (come Voice Jockey) alla Comunicazione (come esperto per Grandi Multinazionali) alla Televisione (tra le tante, il successo di TORNASOLE sulla Rai) alla scrittura di Libri (sulla “Globalizzazione” e sui nuovi scenari), Andrea: quali i momenti che ti hanno maggiormente arricchito come uomo e come professionista?
La mia crescita non è legata alle cose visibili che faccio, ma allo studio. Il lavoro è solo il banco di prova in cui gioco a mettere in pratica le conquiste interiori che raggiungo. Se in ogni caso dovessi dare un risposta comunque non esaustiva direi che gli ultimi 6 anni in cui ho avuto modo di viaggiare molto sono stati decisamente fortificanti. Il coraggio delle proprie idee e delle proprie ambizioni riesci a farlo crescere nella misura in cui ti rendi conto che il mondo è grande, che le idee sono tante, che gli stili di vita sono tanti… e che forse noi italiani non abbiamo sempre ragione.
2) Da giovane, come vedi questo momento storico , da un punto di vista politico e culturale, per l’ Italia e l’ Europa? C’è spazio concreo per la Innovazione?
L’innovazione non è mai stata e mai sarà garantita dal sistema. L’innovazione nasce sempre e solo da uomini liberi che stanno fuori sistema, che vivono per la società ma non le appartengono. La nostra cultura italiana in particolare però ha bisogno di essere rifondata da capo. La classe dei sedicenti intellettuali del nostro paese non è in grado di garantire nessun tipo di crescita e di valore per il nostro paese, e per questo sarebbe ora che si togliessero di mezzo. Ovviamente so che non lo faranno mai e tanto meno credo si debbano fare delle rivoluzioni. Ancora una volta è un problema di tipo individuale. Arrivare al potere in campo culturale e intellettuale significa avere una missione, sentire una responsabilità profonda: un intellettuale è colui il quale sa vedere dentro la realtà e sa dare risposte pratiche e concrete alla vita reale: le congetture servono solo a drogare il sistema.
Cercare il potere va bene ma prima, individualmente ognuno di noi deve cercare la propria eccellenza.
3) Cosa ne pensi del Progetto “INNOVATORI EUROPEI”?
Condividi sul fatto che le DONNE e i GIOVANI siano I VERI INNOVATORI delle nostre Società ?
Credo che essere pionieri oggi non sia più un atto eroico ma una necessità . I giovani sono sempre interessanti nella misura in cui la loro coscienza è ancora flessibile e quindi potenzialmente sono un ottimo serbatoio di novità e crescita per tutta la società . Le donne invece, fatte alcune eccezioni, sono incapaci di prendersi la responsabilità della loro vita. Dovrebbero smettere di dare il primato ai valori biologici della coppia e della maternità per diventare davvero un faro per la società del futuro.
Grazie.
Roma, 28 Gennaio 2007
INTERVISTA: ONOREVOLE FARINA
Rifondazione comunista-Sinistra europea
di Salvatore Viglia
«Non appartengo ad una sinistra che qualcuno definisce radicale. Questa è una sinistra del buon senso».
Le metamorfosi che riguardano i DS con la formazione del Partito Democratico, sono da considerarsi un fenomeno fisiologico della sinistra, oppure si tratta di calcoli d’opportunità.
Non si tratta di processi fisiologici. Sono scelte di un modello di riferimento di carattere epocale. Scelte di oltrepassamento del ‘900 attraverso una rotta che scimmiotta l’esperienza americana. Guarda al bipolarismo. In questo senso, c’è preoccupazione sui risvolti che potrà avere relativamente alla riforma della nuova legge elettorale. Accelera, anche a sinistra, la formazione di aggregazioni e quindi, per converso, è chiaro che una sinistra che qualcuno etichetta come radicale ma che io credo sia di buon senso, anch’essa tenderà, specularmene, a formare aggregazioni più ampie.
Una volta finito con i DS, si ricomincerà dalla sinistra radicale passare prima al Partito Comunista, poi a quello che è rimasto dei DS, per poi confluire nel PD e via discorrendo, è un processo a catena?
Non credo sia un processo a catena. Piuttosto potremmo definirlo un processo di contemporaneità.
Non per niente Rifondazione Comunista ha aperto un cantiere ancora prima, devo dire, in tempi non sospetti, aprendo alla società attraverso i progetti di sinistra europea. Questo cantiere tende a mettere in relazione la sinistra europea e quindi anche Rifondazione al suo interno, con altre forze radicali che si sono costituite ai margini di Rifondazione.
In particolar modo, possiamo guardare, sul piano della rappresentanza, i comunisti italiani piuttosto che i verdi immagino, ed alla sinistra DS fino a quando non entrerà, e se, nel Partito Democratico.
Sono processi che viaggiano in parallelo, rispondono ad esigenze diverse.
Alla luce del primo anno al governo, pensa che una sinistra come la sua sia più idonea a fare opposizione pura o sia, invece, anche in grado di governare? Sembra vi siate allineati.
Credo che, in quest’anno di governo, alcune forze della maggioranza abbiano avuto molto ed altre meno. Se ad essere governisti, significa seguire il programma dell’Unione allora, penso, sia un buon passaggio.
Purtroppo, in questi mesi, si è evidenziato uno scostamento forte dell’azione di governo dal programma anche se sia stato sottoscritto e che gli italiani hanno, sostanzialmente, votato.
Si aspetta qualche altro scivolone del governo?
No. Io aspetto che su alcuni punti centrali, faccio due esempi che sono chiaramente esplicitati, uno della riforma delle attuali leggi sull’immigrazione, la Bossi-Fini, e l’altro con l’abrogazione, perché questo c’è scritto sul programma dell’Unione, della Fini-Giovanardi sulle droghe, si rispettino gli impegni.
Penso che sia stato annunciato dai ministri competenti affinché arrivino dei segnali alla società nel solco del programma. Se questi non arrivassero, chiaramente, sarebbe un problema. Non dimentichiamoci che, sulla materia di politica economica, mi sembra che le frizioni esistenti in tempi di finanziaria, persistano tutt’oggi.
Se cadesse questo governo consegnereste il governo del Paese al centrodestra su un piatto d’argento proprio in un momento di grandi difficoltà di coalizione della Cdl.
A me sembra che ogni ipotesi di similitudine con la precedente caduta di Prodi, non sussista. Anzi, mi sembra che questa sinistra che qualcuno etichetta come radicale ma che io continuo a definire di buon senso, abbia fatto sforzi enormi e pagato un prezzo anche con lacerazioni non semplici con la sua base e dentro la società. Non mi sembra che le altre forze dell’Unione, anche quelle che si definiscono più centrali e moderate, stessero facendo lo stesso sforzo. Pensiamo, non so, all’Udeur di Mastella sulla questione del DI.CO che pure sono tratteggiati sul programma; pensiamo all’IdV di Di Pietro sulla vicenda dell’indulto.
Solo prendendo a modello questi due esempi che le ho appena citato, si capiscono i grandi sforzi che stiamo facendo. Qualcuno, però, dovrebbe sgomitare un po’ meno.
Come dire portate pazienza?
La pazienza si porta sino a che è utile. E’ evidente che, a fronte della pazienza, ci siano forze che stanno tirando fortemente la corda. E la corda non è un collare!
NOTE SUL PARTITO DEMOCRATICO
di Luigi Restaino
E’ il mio primo intervento su questo portale e vorrei entrare subito nel vivo della discussione politica con l’entusiasmo e la passione necessaria.
La nascita del partito democratico è l’occasione non solo per il centrosinistra, ma per il paese intero di avviare finalmente una fase completamente nuova che ponga al centro del dibattito politico, ma direi sociale, quelli che sono i temi centrali per la donna e l’uomo del 21° secolo.
Non di risposte si tratta, ma di domande. La società civile, gli intellettuali, i politici, ma anche l’operaio, il giovane precario, lo studente, l’impiegato, la casalinga, il medico o il professore, devono essere coinvolti nel processo costitutivo di un motore di innovazione e vera e propria creazione di quella che sarà la società da qui a 5, 10, 20 anni.
Una visione organica e quanto più condivisa fondata ed ispirata su valori universali. Penso ad esempio al diritto alla felicità, sancito nella costituzione americana, piuttosto che alla eguaglianza sociale, ai diritti dell’uomo, allo statuto dei lavoratori.
Domande relative a cosa si intenda per progresso e per modernità devono essere alla base della Politica con la P maiuscola che il partito democratico deve porsi e porre al centro dell’attenzione.
Vogliamo un mondo più sano, che sia attento alle problematiche ambientali o vogliamo aumentare i consumi a dismisura per gli interessi del capitale e del profitto fine a stesso? Vogliamo che l’uomo e la donna del domani lavorino di più dei loro padri o che i progressi della scienza e della tecnica siano distribuiti a tutti? Vogliamo chiuderci in un isola di ricchezza e benessere o impegnarsi perché al mondo non ci sia più un solo bambino che muoia di fame o di malattia perché i ricchi si cullano nel loro egoismo?
Sono questi solo alcuni dei grandi temi che devono essere alla base della riflessione di un grande partito che ha l’ambizione di parlare ai cuori delle masse, e di guidare il Paese nel prossimo futuro verso una società migliore e più giusta.
UN PAESE CHE PROVA A CAMBIARE!
Ciao a tutti.
Oggi mi viene di scrivere alcune osservazioni su quello che osservo, leggo e penso su ciò che sta accadendo nel nostro Paese.
Parto da un punto principale: questo Governo di Centro-Sinistra, come sostenevo da qualche anno, serviva, e non poco, all’Italia.
Dopo un quinquennio di gravi crisi, economiche e sociali , vi era bisogno di una Fase di ripensamento del modo di vedere e affrontare un mondo che è cambiato.
Il nostro Paese rischiava il paradosso: diventare una Nazione con un potenziale altissimo, ma inesplorato, per la aumentata esistenza di inequità e rendite di vario tipo.
Una specie di Argentina moderna.
Io credo che, oggi, si possa dire che tutto questo è scongiurato.
Vi faccio un elenco di esempi:
– sono partite le liberalizzazioni
– si comincia a toccare il concetto di Rendita
– si parla e si tratta politicamente di Innovazione
– si parla di un Partito Democratico in cui si avrà la forte presenza delle Donne, vera Forza del nostro Paese, e dei Giovani, che iniziano a farsi sentire, nei convegni, sulla Rete, in Tv
– si comincia a trattare le questioni di quei Servizi pubblici che Male hanno funzionato negli ultimi 20 anni: Ferrovie, Alitalia, Telecom…
– grazie alle tecnologie Internet e ad una volontà politica e culturale nuova, escono tutti i “brutti comportamenti” di cui questo Paese si è riempito, in assenza di una politica e di una società Forte
– si sta affrontando la questione del Precariato, da sostenere con ammortizzatori sociali che permettano il Giovane e non solo di fare una vita normale (comprare casa..)
– in ambito di politiche industriali ci si rende conto della necessità di aprirsi al mercato globale, sia come sbocco per i nostri prodotti/servizi, sia come luogo dove osservare ed importare Best Practices (es. il ruolo delle Borse e degli investitori istituzionali per lo sviluppo di imprese come le nostre, piccole e medie).
Buona domenica.
Massimo Preziuso
LINKS
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ARRIVA IL NUOVO PORTALE!
Ciao!
Con il nuovo Portale
potremo finalmente mettere insieme i vari interessi di cui ognuno di noi è portatore.
Dalla innovazione, al Partito Democratico, dalle nuove tecnologie all’ambiente, dall’Europa che vogliamo all’Italia da migliorare…
Mi aspetto un contributo di tutti.
Scrivi ad Innovatori Europei
Grazie.
Massimo
IL MANIFESTO PER IL PARTITO DEMOCRATICO
Ecco il Link per leggere IL MANIFESTO P.D.
UNO SGUARDO SULL’ ITALIA
Osservazioni di Veronica
Cari Amici,
vi scrivo perchè vorrei condividere con voi delle sensazioni, legate sia all’idea della nascita del partito democratico, ma soprattutto alla profonda convinzione di continuare a credere che il nostro paese possa uscire da questa crisi nera, talora invisibile, sotterranea, camuffata, che da troppo tempo lo attanaglia.
Già perchè crisi.
Ma una crisi che come la vecchia donna di pirandelliana memoria cerca goffamente di travestirsi, truccarsi (farsi un lifting magari) per sembrare ancora avvenente, e continuare a sopravvivere.
Tanti, troppi sono i cartelli, le frecce luminose che ci indicano da tutte le parti che questo stato comatoso ormai agli sgoccioli.
Eppure tutti continuiamo a fluttuare in una realtà ovattata, fatta di volgare ricchezza agognata e che, come sottolinea Saviano nel suo libro “Gomorra” fa desiderare ai piccoli camorristi italiani, non di emulare Lucky Luciano o Al Capone (altrettanto osceni miti), ma la figura non meno violenta, non meno inquietante – proprio per la misera sete di potere farcita di intenti antidemocratici, e di scompaginamento dei valori della società civile che la caratterizza – di personaggi etichettati come “imprenditori”, della risma di Briatore.
Questa parola – imprenditore – si riempie nelle bocche di questi ragazzini, materiale umano della camorra, di inevitabili connotazioni malavitose, che sole consentono quell?ascesa vertiginosa dai contorni oscuri alla base dei miti opachi della nostra società.
Non è colpa di Napoli naturalmente, del luogo dove si vive, non è questione di determinismo territoriale.
Ma certamente colpa anche di ciò che vediamo, che ascoltiamo tutti i giorni intorno a noi.
E non si parla della vita quotidiana, quella che si trascorre guardandosi negli occhi a lavoro, a cena, sull’autobus, per strada, nelle pagine dei libri, nelle stanze d’ospedale, nelle aule di scuola.
E’ colpa delle false icone che fluttuano davanti ai nostri occhi, personaggi inesistenti, strumentalizzati da chi manovra il potere, per farci evitare di pensare.
Ma chi sono Lapo Elkan, Veronica Berlusconi?
Solo per citare le prime due che oggi mi riempiono, senza che io l’abbia richiesto, le orecchie, gli occhi, occupando tutte le televisioni, le prime pagine dei giornali: ma che razza di stampa abbiamo?
Chi sono queste persone che si permettono di disturbare il nostro tentativo di ascoltare, di capire ciò che accade nel nostro paese, ballandoci davanti agli occhi, al ritmo del gioco dei potenti?
Ieri sera ho visto la “Rosa bianca”, il film sulla storia di Sophie Scholl.
Il nome di questa ventunenne tedesca, condannata a morte, alla ghigliottina, dai nazisti nel ’43, perchè colpevole di aver usato le parole per tentare di diffondere idee diverse, per far tornare nel cuore dei tedeschi un principio di spinta alla presa di coscienza, alla voglia di libertà al diritto alla non sottomissione, durante un regime nazista che stava distruggendo vie umane, distruggendo la Germania, riecheggia ancora nella mia mente.
Ventuno anni. Si troppo giovanie forse non sapeva quello che faceva.
Ventuno anni. Forse è stata manipolata dal fratello Hans.
No.
Sophie Scholl era un’adulta, a ventuno anni, una donna piena della sua consapevolezza di cittadina tedesca, di essere umano, persino di cristiana.
Sophie Scholl era una donna, ma anche, ancora, una ragazza che amava la musica, il sola, il mare, sorridere, e che sapeva il senso delle parole coscienza, diritti umani, civili, libertà e amore per il prossimo, per la vita.
Cosa c’entra questa storia di tanti anni fa con la realtà di oggi?
Tutto.
Sentire una ragazza parlare con quella confidenza di parole come libertà , dignità , fa paura.
Di cosa parliamo oggi noi?
Di cosa parliamo in un paese che non ha alcuna cultura rispetto alle pari opportunità ?
Che contesta il velo e promette liposuzioni e facce gonfie?
Di cosa parliamo in questo paese microscopico e vecchio, in questo paese che ti entra negli occhi per l’incontrollabile bellezza – che non fa più figli?
Di cosa parliamo in questo paese dove, rispetto ad altri paesi, a molti altri paesi europei – come Francia o come la Repubblica Ceca – non c’è verso che un giovane possa trovare un lavoro anche minimamente adeguato, per competenze e retribuzione, al proprio percorso di studi?
E’ vergognoso.
E’ frustrante.
Sophie Scholl era maestra elementare, studiava psicologia, amava la letteratura, l’arte, Schubert.
Sapeva cosa è la libertà.
Grazie per l’attenzione
IL PROBLEMA RAPPRESENTATIVITA’
Non si spende nemmeno una parola sulla bassa rappresentatività nel parlamento ma i numeri parlano chiaro:
52% di donne nel paese e solo l’8% in Parlamento;
dei giovani, poi, meglio non parlarne, aspettiamo che diventino vecchi e sterili;
eppure il problema è lo stesso per genere e generazione: la rappresentatività e la rappresentanza;
qualsiasi metodo passi con la nuova legge elettorale, dobbiamo andare avanti così con una politica vecchia e poco incline alla sensibilità verso la donna, i giovani la famiglia e l’innovazione?
Cordiali saluti,
Luca Lauro e Massimo Preziuso
INNOVATORI EUROPEI – GIOVANI E DONNE
LETTERA AL COMITATO PER IL MANIFESTO PARTITO DEMOCRATICO
IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA AL “COMITATO PER IL MANIFESTO DEL P.D.”
Abbiamo letto con piacere sul giornale di oggi della pubblicazione della prima Bozza di Manifesto per il Partito Democratico.
Notiamo che, per ora non si parla di nuove Generazioni.
Vi inviamo in allegato:
a) La lettera definitiva, che gira in Rete, concordata da Innovatori Europei – Giovani e Donne e Communitas2002
b) un documento con le Firme dei Gruppi di Giovani e/o Associazioni che hanno sottoscritto, per ora, la Lettera “Per il Futuro dei Giovani”.
Nei prossimi giorni, vi invieremo la sottoscrizione di altri.
Sperando vivamente nella presenza della questione “Generazionale” all’ interno del Manifesto definitivo per il P.D.
Rispettosi saluti.
Roma, 15 Gennaio 2007
INNOVATORI EUROPEI – GIOVANI E DONNE