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INCONTRO INNOVATORI EUROPEI BASILICATA
Oggi, a seguito di un gentile invito, ho avuto modo di incontrare lo Staff del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, Garante della candidatura di Enrico Letta alla Segreteria del Partito Democratico.
Abbiamo parlato della nostra attività a sostegno delle Primarie del Partito Democratico e di Letta, incontrato amici comuni, e convenuto in un INCONTRO a POTENZA tra Innovatori Europei Basilicata e il Presidente il giorno VENERDI’ 4 OTTOBRE ALLE 15, a cui spero i tanti amici lucani vorranno partecipare.
Devo ammettere che la “mia terra”, la Lucania appunto, sta facendo passi avanti.
Pensavo proprio ieri al fatto che in molti, a Roma o in altri posti, al mio dire sono “lucano” mi rispondono “ah, una grande Regione”.
Sebbene io sia stato (come tanti giovani universitari) 10 anni fa un emigrante lucano, e quindi si capirà che qualcosa in questa Regione non ha funzionato, devo dire che la Basilicata sta facendo passi avanti notevoli, e di questo ne sono fiero e contento.
Speriamo che questa piccola Regione diventi luogo di innovazione europea.
Massimo Preziuso
NATALITA’: DISAGIO GENERAZIONE
‘In questo momento sta nascendo un bambino’ è il libro-saggio-quasi romanzo di Enrico Letta. Un’analisi sui più giovani e sul loro futuro
di Adriana Albini
Una ricercatrice guarda subito ai numeri, e il libro-saggio-quasi romanzo firmato Enrico Letta, In questo momento sta nascendo un bambino edito da Rizzoli (da oggi in libreria) ha una solida base scientifica, prima ancora che politica.
In Italia la natalità è bassissima. Sembra essere, con il Giappone, il paese ad alto sviluppo che si riproduce di meno. Nella presentazione pubblica a Piacenza del suo libro, Letta ha citato la copertina dell’Economist di qualche tempo fa sul “restringersi delle popolazioni”, dove un piccolo bimbo giapponese appare sotto un’etichetta Made in Japan-limited edition. Anche in Italia, apparentemente, vi è “produzione limitata” di figli, anzi pare che tra le dieci città europee con meno natalità ben sette siano italiane. E pensare che abbiamo avuto a lungo la fama di popolo prolifico! «L’evento è felice per definizione e per la spontanea emozione che suscita», scrive Letta riferendosi alla nascita.
In realtà nel volume, un ritratto particolareggiato di una società che sta creando notevoli difficoltà per le generazioni più giovani, non si parla solo di nascite, si prende la scarsa natalità come spunto di meditazione per comprendere una società radicalmente cambiata in poco tempo. Dove si verifica una dilatazione dei tempi di attesa per un diplomato o laureato di un lavoro ragionevolmente stabile, retribuito in modo che consenta progetti di vita, e di un affitto abbordabile. Spesso nel lavoro flessibile ci sono poche tutele, diversamente che in molti paesi all’estero.
Non solo: non è mai il proprio turno. In politica, nell’università, nei posti di responsabilità, c’è sempre qualcuno prima, bisogna aspettare la prossima occasione. Bisogna cambiare per ridare fiducia e allora sarà più facile anche combattere l’antipolitica.
Natalità come spunto di In questo momento sta nascendo un bambino, e come metafora, dato che molte speranze di cambiamento sono riposte nel PD-Partito Democratico che nasce il 14 ottobre. Alcuni temi salienti affrontati in altrettanti capitoli del libro sono: Più anziano più giovane, 2013 per chi suona la campanella, Se nasce femmina, I conti sulle spalle: uno zaino più leggero. In queste analisi si affronta la necessaria convivenza nella società e la “realizzazione” sociale di anziani e giovani, il futuro dei bambini che andranno a scuola tra sei anni e voteranno tra diciotto (sedici?), il maschile-femminile, il debito pubblico, per finire con 2057 adulto in un’Europa centenaria.
La piramide demografica si è infatti rovesciata. Un tempo vi erano pochi anziani e tanti bambini. Ora la sopravvivenza è molto alta, nel 2007 si arriva come aspettativa a 83 anni per le donne e 77 per gli uomini, con variabilità da nazione a nazione e da regione a regione, presto sarà di cento anni.
Avranno dunque un grande peso sulle spalle i giovanissimi: tante pensioni, e per molti anni, perchè da pensionati ormai si possono vivere tranquillamente trenta o quarant’anni. E la pensione degli ora trentenni chi la pagherà?
Pensiamo dunque a ricette di rinvigorimento, ottimismo e incentivazione: meritocrazia è una parola che mi viene sempre in mente, pur senza dimenticare le fasce deboli e svantaggiate, pari opportunità vere, dove le quote rosa ora quasi necessarie saranno un tenero ricordo. Inoltre, non bisogna ignorare temi un tempo cavalli di battaglia della destra, sicurezza, sgravi fiscali per piccole imprese, incentivi ad assumere.
Quando si parla di produttività e senso di responsabilità sul lavoro, dell’importanza di avere verifiche in modo da impiegare chi davvero ha voglia di impegnarsi, c’è sempre il timore di «non dire qualcosa di sinistra». Invece l’incontro a Piacenza, i forum organizzati intorno a Enrico Letta, hanno visto presente anche una nuova classe dirigente riformista, «operai dell’ingegno», come mi è stato detto da un vicino di sedia al dibattito sulla libertà. E i neolaureati di ora hanno talvolta un “salario” che potrebbe farli definire i metalmeccanici di oggi. Solo che per loro non c’è un sindacato.
Ho seguito spesso con interesse su mentelocale.it di Genova la Rubrica di Alessio Caldano Noi trentenni tutti Peter Pan; dietro alla piacevole autoironia leggo le avventure, i pensieri, il sottile disagio di una generazione costretta dalle circostanze a non crescere.
Forse la proposta recentissima di Zapatero, 210 Eu di contributo per l’affitto ai ragazzi dai 22 ai 30 anni che vogliono rendersi indipendenti, potrebbe essere un’idea, tra le tante idee che “stanno nascendo”.
Versione originale su : http://www.mentelocale.it/festivaldellascienza/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_18845
Nella foto: Il bimbo giapponese sulla copertina dell’Economist © foto: www.economist.com
GENGIS KHAN E CLIMATE CHANGE
Gengis Khan, le Crociate e il cambiamento climatico – di Prof. Franco Ortolani
Gengis Khan nasce tra il 1155 e il 1167 e muore nell’agosto 1227 dopo avere costruito uno dei più vasti e potenti imperi della terra. Le Crociate iniziano nel 1097 e finiscono nel 1270 e determinano la riconquista del Mediterraneo da parte delle popolazioni europee, dopo un predominio plurisecolare musulmano.
Ma che relazioni vi sono tra Gengis Khan e le Crociate? I testi di storia non ci dicono quale fosse il contesto ambientale nel quale si sono verificati questi “fenomeni”. Alla luce dei più recenti risultati acquisiti con ricerche di geoarcheologia ambientale si può affermare che entrambi i “fenomeni” maturano e si sviluppano durante un cambiamento climatico-ambientale simile a quello che si sta manifestando e preannunciando attualmente, vale a dire durante uno dei ciclici e naturali riscaldamenti globali connessi ad un incremento dell’attività solare su scala plurisecolare.
Inconfutabili dati scientifici contenuti negli archivi naturali (prevalentemente nell’area mediterranea) integrati da dati archeologici e storici hanno consentito di ricostruire la storia del clima, dell’ambiente e dell’uomo degli ultimi 3000 anni. La storia dell’uomo si è sviluppata in un ambiente, favorevole alle attività umane, che prevalentemente è stato caratterizzato da condizioni climatiche simili a quelle note dal 1750 ad oggi. Tali condizioni, ogni 500 anni, sono state bruscamente interrotte da periodi della durata di 150-200 anni nei quali hanno prevalso alternativamente condizioni più fredde e più piovose e condizioni più calde e più aride. Le variazioni climatico-ambientali sono correlabili con variazioni plurisecolari dell’attività solare (un maggior numero di macchie solari ha determinato riscaldamenti globali mentre un minor numero ha provocato raffreddamenti globali). Conseguentemente le fasce climatiche attuali hanno avuto espansioni di alcuni gradi verso nord (periodi caldi) e verso sud (periodi freddi) provocando rapide e drastiche modificazioni ambientali.
Il riscaldamento globale attuale sta progressivamente provocando lo spostamento verso nord delle fasce climatiche dell’emisfero settentrionale. Le zone predesertiche e desertiche lentamente stanno invadendo l’Area Mediterranea e le acque marine si stanno sensibilmente riscaldando. Il tipico clima mediterraneo si sta trasferendo nell’Europa Centrale determinando le condizioni per nuove trasformazioni agricole tipicamente mediterranee. Le vaste aree settentrionali della Siberia, della Mongolia e del Canada interessate dal permafrost (suolo perennemente o stagionalmente congelato) si stanno trasformando in aree coltivabili.
I dati scientifici evidenziano che tra il 1000 dopo Cristo e il 1270 si ebbero modificazioni climatico ambientali simili che determinarono un sensibile riscaldamento delle aree settentrionali del Canada, Siberia e Mongolia e condizioni simili a quelle mediterranee nell’Europa Centrale con fenomeni di desertificazione nelle fasce costiere dell’Italia Meridionale.
Gli storici evidenziano l’incredibile sviluppo demografico, economico, sociale e militare che avvenne in Europa Centrale a partire dal 1000 dC, proprio grazie al riscaldamento globale che determinò un significativo miglioramento delle condizioni ambientali. In questo quadro di prosperità e di potenza si inquadra il fenomeno delle Crociate, iniziate nel 1097 e terminate nel 1270; durante tale intervallo l’Europa ha riconquistato il controllo commerciale del Mediterraneo, perso nei secoli precedenti.
Il riscaldamento globale ha determinato un drastico miglioramento delle condizioni ambientali anche in Siberia e in Mongolia dove milioni di ettari di territorio sono diventati produttivi in seguito allo scongelamento del permafrost. Conseguentemente la popolazione deve essere sensibilmente incrementata preparando il terreno per il grande leader Gengis Khan che tra la seconda metà del XII secolo e il primo quarto del XIII secolo si avvale di condizioni ambientali straordinariamente favorevoli per impostare il suo grande impero che arriva a comprendere buona parte dell’Europa Orientale.
I dati storici evidenziano che intorno al 1300 le condizioni climatico-ambientali sono peggiorate sensibilmente e l’Europa è stata interessata da gravi crisi economiche, sociali, militari e sanitarie. Le ricostruzioni paleoclimatiche mettono in luce che tra il 1050 e il 1100 la temperatura media si è innalzata di circa 1 grado centigrado e che a partire dal 1270 circa si è nuovamente raffreddata. Tale evoluzione climatica è connessa ad un marcato incremento delle macchie solari (dal 1000 al 1270 circa) che decrescono improvvisamente a partire dalla fine del 1300 dando inizio ad un lungo periodo freddo, noto come Piccola Età Glaciale, che terminerà intorno al 1730.
I fisici solari hanno evidenziato che dal 1750 l’attività solare ha iniziato ad aumentare e che dal 1940 il sole si trova in uno stato di grande massimo che solo una volta ha avuto negli ultimi 11.000 anni. Il grande massimo attuale dovrebbe terminare tra 10-15 anni dopo di che potrebbe riprendere, a partire dal 2050 circa, determinando l’instaurazione di condizioni climatico-ambientali più calde, simili a quelle descritte nel medioevo.
A questa evoluzione naturale si sommano le emissioni gassose antropogeniche. Anche eliminandole del tutto non si invertirebbe la variabilità climatico-ambientale naturale; si eliminerebbe certamente l’inquinamento atmosferico. Quindi, riduciamo drasticamente le emissioni nocive in atmosfera per non inquinare l’ambiente e, soprattutto, predisponiamo l’ambiente affinché si attenuino gli impatti, diversificati per latitudine e orografia, che si intensificheranno nelle prossime decine di anni.
Prof. Franco Ortolani
Ordinario di Geologia
Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico
LETTA: UN INNOVATORE EUROPEO
di Massimo Preziuso – Coordinatore Innovatori Europei per Letta
Venerdì sono partito per Piacenza per seguire il FESTIVAL DELLE IDEE di ENRICO LETTA, convinto che avrei passato una “due giorni” interessante e piacevole, e perchè ritenevo necessario andarvi a testimoniare l’impegno sostanziale e sostanzioso che il nostro Gruppo sta mettendo in campo in tutta Italia e in Europa.
Aldilà degli interessanti Forum tematici, ho provato (e con me credo tutti gli altri amici Innovatori Europei che ho incontrato – circa una trentina) una BELLA sensazione nell’ascoltare le parole del candidato ENRICO LETTA.
Devo aggiungere che non avevo mai ascoltato Letta dal vivo in una veste di candidato, ed ero molto curioso nel vedere COSA avrebbe detto a COME l’avrebbe fatto.
Bene, il risultato è stato al di sopra di ogni mia aspettativa (non che quelle fossero basse, ci mancherebbe): sintetizzo i perchè, sebbene sia difficile farlo in poche righe.
Il discorso di Letta è stato incentrato su alcuni concetti chiave, che rappresentano pienamente la Mission e nella attività di Innovatori Europei:
– Natalità e ricambio generazionale
– Europa
– Questione ambientale come opportunità culturale ed economica
– Istruzione
– Libertà (molto bello il passaggio in cui Letta ha detto di essersi candidato proprio per dire “SCELGO IO QUANDO”)
– Mobilità
– Politica dai “Toni bassi” e del “lungo periodo”
Ho poi comprato e letto il Libro “IN QUESTO MOMENTO STA NASCENDO UN BAMBINO”, nel quale è evidente la PROIEZIONE VERSO IL FUTURO del “nostro” candidato.
Per concludere, credo che abbiamo fatto la scelta migliore: ENRICO LETTA E’ UN INNOVATORE EUROPEO, e porterà un grande contributo di Innovazione nel Partito Democratico.
Roma, 16 Settembre 2007
Massimo Preziuso – Coordinatore INNOVATORI EUROPEI per LETTA
INCONTRO GRUPPO I.E. LONDRA
Oggi incontro il Gruppo di Innovatori Europei di Londra, con Davide Tiberti e altri amici.
Stiamo cercando di costruire un bel gruppo anche in UK perchè qui è grande la comunità di italiani che si interessano di Innovazione, Ambiente e politiche europee, con un occhio vicino al Partito Democratico.
Parleremo di cosa possiamo costruire insieme nei prossimi mesi, oltre alle attività operative per le Primarie di Ottobre in supporto a Letta (vi ricordo che è possibile votare dall’estero e se avete bisogno di informazioni, contattateci a info@innovatorieuropei.com).
Londra, la Francia e Brussels sono l’inizio di un percorso che speriamo ci porterà a realizzare Gruppi di Innovatori Europei in tutta Europa e non solo.
Intanto, in tutta Italia i gruppi locali di Innovatori Europei stanno proseguendo nella loro attività politica:
trovate la Rete organizzativa su www.innovatorieuropei.com/organizzazione/
Un saluto da Trafalgar Square.
Massimo Preziuso
INNOVATORI EUROPEI A PIACENZA
Decine di amici di Innovatori Europei, Network che sta sostenendo formalmente in tutta Italia la candidatura di Letta a Segretario del PD saranno presenti, in rappresentanza di molti gruppi locali di IE (www.innovatorieuropei.com/organizzazione) al Festival delle Idee di Piacenza di Venerdì e Sabato prossimi per rappresentare le nostre esigenze di un Partito Democratico che dia spazio e forma ai temi che da più di un anno affrontiamo:
– Sapere e Innovazione
– Energia e Ambiente (Climate Change)
– Europa e Mediterraneo
– Giovani e Politica
– Donne e Politica
Sperando nel contributo di tanti nuovi innovatori,
Grazie
Massimo Preziuso
Innovatori Europei per LETTA
www.innovatorieuropei.com
info@innovatorieuropei.com
MA IL GOVERNO STA SVECCHIANDO
di Enrico Letta, “Corriere Economia”, 10 settembre 2007
Sì, ha ragione Dario Di Vico. L’Italia costituisce, per più di un motivo, un’anomalia in Europa. E senza dubbio sul ricambio generazionale il nostro Paese si distingue in negativo. Abbiamo, infatti, la classe dirigente meno giovane della media degli altri Paesi europei: è innegabile che oggi in Italia si è considerati “giovani” a 55-60 anni, mentre i quarantenni sono destinati ancora a un lungo tirocinio. Io stesso, che ero il più “giovane” quando, a 32 anni, sono diventato ministro per la prima volta, lo sono ancora oggi, che di anni ne ho 41. E’ anche per questo che ho scelto di mettermi in gioco. C’è resistenza all’idea che il ricambio generazionale sia prioritario e alla consapevolezza che la classe dirigente debba formarsi ed essere selezionata attraverso la competizione. E non attraverso la cooptazione. E’ in questo la nostra diversità, ciò che condanna l’Italia a non essere proiettata verso il futuro, imponendole invece di guardare solo al passato.
Di Vico, dunque, lunedì scorso su Corriere economia ha posto un tema chiave per la società italiana, sollecitando l’attenzione sul ricambio generazionale attraverso cui inevitabilmente passa la modernizzazione del paese. E’ vero, in molti settori, soprattutto là dove si seleziona la classe dirigente, non c’è competizione ma, al contrario, si risponde a logiche di cooptazione. Soprattutto nella politica, nel mondo accademico e in tanti campi della vita associata prevale l’idea che la competizione, lungi dall’essere un sano meccanismo di selezione, sia negativa e in alcuni casi addirittura distruttiva. Oggi chi lancia una sfida, chi si mette in gioco, chi vuole competere, difficilmente è cooptato. Il coraggio delle scelte, della competizione non è premiato. E questo perché la cooptazione premia la fedeltà e sposta inevitabilmente in là l’età della responsabilità, mentre la competizione premia il merito. Il paragone con l’economia appare naturale: il monopolio danneggia i consumatori, distorce la concorrenza, avvilisce gli stimoli a migliorarsi. Il mercato ha invece bisogno di regole certe, ma anche di aperture e di competizione. Eppure, chi è dentro il sistema vuole il monopolio, tutt’al più l’oligopolio. In economia, ma non solo.
Vorrei, però, che descrivendo un problema, non si generalizzasse. In questo anno di governo Prodi ci sono stati esempi virtuosi importanti. Ne ricordo due, potrei citarne altri. Riguardano due luoghi notoriamente “senior”, gli Esteri e i Servizi Segreti: il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo, nominato dal governo Prodi, ha 52 anni ed è il più giovane funzionario scelto per quell’incarico; Franco Gabrielli, il nuovo Direttore del Sisde, è nato nel 1960. In organismi di diretta competenza del governo, dunque, è stata realizzata una rilevante inversione di tendenza.
E’ quello che occorre se si vuole modernizzare il paese. Le primarie e la realizzazione del Partito democratico costituiscono un’occasione straordinaria per rilanciare competizione e partecipazione, far prevalere il merito, promuovere il ringiovanimento e una più ampia presenza delle donne. A cominciare dalla politica. A patto, però, che si parta dall’idea che tutti sono contendibili e che la discussione deve essere vera, aperta, leale e non artificiosa. Tanto più che, per sua definizione, il sistema delle primarie punta a includere e non ad escludere.
Anche per questo ho deciso di candidarmi. Perché credo nella competizione e perché ritengo che la realizzazione del partito democratico sia un’occasione per dare una risposta alla domanda di buona politica che viene dalla società, e insieme per smuovere energie e competenze nuove nella partecipazione alla cosa pubblica.
DOCUMENTO DI NAPOLI PER LETTA
Articoli su “IlMattino” di Napoli del 04 settembre 2007
LE ADESIONI
Il documento dei democratici: «Un segno di discontinuità per cambiare e innovare»
Con il segretario regionale della Uil Anna Rea e con il docente di Storia Contemporanea al Suor Orsola Benincasa, si allarga il novero dei sostenitori campani di Enrico Letta. L’annuncio arriva nell’affollata saletta dell’Hotel Vesuvio: al tavolo, accanto al candidato alla segreteria nazionale del Pd, ci sono fra gli altri il presidente della Commissione parlamentare agli Affari esteri
Umberto Ranieri, l’ex assessore al Comune di Napoli Amedeo Lepore, l’europarlamentare e coordinatore nazionale Gianni Pittella, il consigliere regionale Guglielmo Vaccaro, l’assessore alla Provincia di Napoli Giuliana Di Fiore. Di fronte un parterre affollato dai sostenitori, daqualche curioso e soprattutto dal gruppo di intellettuali che hanno redatto il manifesto dei
«Democratici per Letta». Un documento che punta molto sul tentativo di innovazione che il Pd si propone di compiere nel segno della discontinuità: «In Campania è forte il rischio che il confronto su idee e programmi per il territorio, per l’interpretazione campana della via al Pd, pur necessario, si risolva nella liturgia dei manifesti programmatici, facendo passare in secondo piano un elemento programmatico altrettanto fondamentale, questo sì che interessa la gente: il bisogno di visibili elementi di quella discontinuità politica da tanti avvertita come prerequisito per ricostruire un clima di fiducia tra politica e cittadini».
A firmarlo ci sono: Pina Amarelli Mengano, Paolo Barbieri, Carlo Borgomeo, Alfredo Budillon, Raffaele Cananzi, il ricercatore Roberto Defez, l’editorialista Umberto De Gregorio, Marinella De Nigris, Sara Diamare. Gli economisti Adriano Giannola, Massimo Gerli e Massimo Lo Cicero, il fisico Paolo Guerriero, Silvio Lugnano, Carlo Mamone Capria, Fabrizio Mangoni, Gilberto Antonio Marselli, Marie Jo Nervì. I docenti universitari Eugenio Mazzarella, Enrico De Simone, Michele Cioffi, Erminia Agozzino, Paola De Vivo, Amelia Filippelli, Giuliana Di Fiore, Gustavo Mita, Amedeo Lepore, Franco Ortolani, Mario
Raffa, Caterina Romano, Valerio Tozzi. E poi Aldo Schiassi, Goffredo Sciaudone, Vincenzo Sica, Valeria Spagnuolo del Formez, Pasquale Orlando (Acli), Massimo Preziuso (Innovatori Europei), Ernesto Mostardi (Fuoricentro Scampia), Antonio Vosa (Nadir), Francesco Ganguzza (Movimento Democratico Europeo), Eliana Mauro (Incontriamoci), Antonio Principe (Circolo
Amartya Sen – Libertà e sviluppo), Fabio Nupieri (Libertà e giustizia), Teresa Leone (Anthares), Marisa Camardella (Assopedoni), Roberto Mercurio (segretario provinciale Fabi), Giulia Simone (Associazione per la difesa dei diritti dei consumatori), Emmanuela Saggese (Associazione per la difesa dei diritti dei consumatori), Adriano Varriale (Cisl Campania), Luigi Esposito (Centro Culturale VivaCampaniaViva), Raffaele Esposito (Associazione Arenaccia), Paolo Di Fusco
(Associazione sportivo-culturale Pianura).
cor.cas.
04/09/2007
UNA RICERCATRICE PER IL PD
Ecco “UNA RICERCATRICE PER IL PD” scritto dalla amica Adriana Albini – Innovatori Europei Genova e rappresentante di APD Liguria.
Adriana qui si schiera (con molti altri esponenti di APD Liguria, come Basso e Zara) a favore della candidatura di ENRICO LETTA alla SEGRETERIA DEL PD.
INCONTRO INNOVATORI EUROPEI – LETTA A ROMA
(Giovedì 6 settembre, dalle 17.30 alle 19 saremo con il Comitato Letta in Via del collegio romano, 1 (Centro Astalli), a Roma)
La campagna elettorale per la costituente del Partito Democratico entra nel vivo.
Gli Innovatori Europei hanno scelto di dare supporto alla candidatura a segretario di Enrico Letta, per la sua politica pulita, etica, giovane, ambientalista, innovativa ed europea.
E’ ora importante dare un contributo:
a) in termini programmatici, con un documento politico di sintesi delle nostre proposte (concrete) sugli argomenti che sono stati maggiormente trattati negli ultimi mesi dal think thank (Ambiente ed Energia, Sapere e Innovazione, Politiche Europee)
b) attraverso la disponibilità per Candidature nei vari collegi in tutta italia, come ci viene richiesto dal coordinamento nazionale e dai vari referenti regionali/provinciali per Letta.
Allora ragazze, ragazzi, Innovatori Europei, partecipate con il vostro impegno, dateci la vostra disponibilità a candidarvi e portare innanzi le nostre idee all’interno di un progetto politico più ampio.
Giovedì 6 settembre, dalle 17.30 alle 19 saremo (e siete tutti invitati) con il Comitato Letta in Via del collegio romano, 1 (Centro Astalli), vicino Via del Corso, a Roma per continuare a definire il nostro contributo e proporre le nostre candidature, a Roma e in tutta Italia.
Innovatori Europei
www.innovatorieuropei.com
info@innovatorieuropei.com
http://groups-beta.google.com/group/innovatorieuropei