Significativamente Oltre

Napolitano a Sveta Gora

di Luisa Pezone

Non cessa, il nostro Presidente della Repubblica, dal dare lezioni di europeismo comunque e ovunque. Nella giornata finale delle commemorazioni della Prima Guerra Mondiale, accanto al Presidente sloveno Pahor, Napolitano lancia l’ennesimo messaggio. L’Unione europea è “irreversibile”. L’Unione europea non significa solo fine delle guerre civili europee, significa integrazione e solidarietà reciproche. Laddove si fronteggiavano eserciti, con soldati impegnati nel corpo a corpo l’uno senza conoscere l’altro ma solo per ordini superiori, ora si passa il confine da Gorizia a Nova Gorica e neppure te ne accorgi. L’Europa – non usa proprio queste parole il Presidente, ma il senso è lo stesso – deve cambiare verso. Bisogna ridare credibilità e prestigio alle istituzioni una volta dette sovranazionali come Commissione e Parlamento. Il metodo intergovernativo ha debordato nel pieno della crisi finanziaria, con decisioni che venivano prese fuori, e a volte contro, le istituzioni comuni. Una prassi da correggere a partire dal nuovo Parlamento e dalla nuova Commissione. Come sempre ascoltiamo il magistero di Napolitano e, per citare un giovane di Aquileia, “finché c’è lui, stiamo a posto”.

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