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“Io solo secondo? Lo decideranno i cittadini”, intervista di Gianni Pittella per «Il Mattino»

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intervista di Gianni Pittella  su «Il Mattino» di mercoledì 16 aprile

Che ne pensa della scelta di Renzi di un parterre tutto al femminile?

«Penso che abbia voluto dare un segnale forte di cambiamento senza mortificare il merito spiega Gianni Pittella, numero due nella scuderia del Pd alle europee, dietro la Piciemo – . Sono donne molto capaci e competenti. Ma poi se avesse scelto cinque uomini qualcuno si sarebbe meravigliato?».

I democratici alla ricerca di una rivincita?

«Il Pd non cerca un riscatto, ma una vittoria sul programma di cambiamento profondo dell`Europa. D`altra parte noi voteremo per le europee non per le politiche. In campo ci sono tre posizioni. La prima è di chi è convinto che l`Europa non vada toccata così come è. La seconda è degli eurofobici: i demolitori dell` euro alla Salvini, alla Grillo e tra poco anche alla Berlusconi. Tutti vogliono ritornare alla vecchia Italietta con la marea di problemi che si portava dietro. Poi ci siamo noi. Convinti che l` Europa vada cambiata perché non possiamo continuare ad essere ostaggio di tecnocrati e banchieri che comandano a Bruxelles».

Non le secca, abituato ai grandi numeri dei consensi, fare il secondo?

«Io sarò il primo a votare e a far votare Pina Picierno che stimo molto e alla quale voglio dare tutto il mio supporto. L`esito del voto lo decidono i cittadini per quel che mi riguarda non ho mai fatto problemi ad essere primo o secondo. Avevo subito detto sì anche ad Emiliano… Per quel che mi riguarda posso dire che ho da offrire il mio fortissimo attaccamento alla causa europea: non ho mai pensato di mollarla per tornare in Italia. Perché è sul terreno europeo che si deve condurre la battaglia che ci potrà portare fuori dal tunnel».

D`Alema ha detto che il Pd si sta impoverendo. E` d`accordo?

«Abbiamo fatto il congresso mobilitando migliaia di persone; poi c`è stato il nuovo governo; poi le elezioni. Il partito si è dato da fare non è certo rimasto a guardare. La preoccupazione di D`Alema è giusta, ma non mi sembra che nel Pd ci siano segnali di abbandono».

Con l`incognita dei CinqueStelle non teme il rischio-populismo?

«Certo: il pericolo è forte. Lo conferma proprio la proposta di Grillo al Nord dove parla di secessione e cerca di mangiare voti alla Lega. E al Sud dove usa l`uscita dall`euro. Ma è assurdo non rendersi conto che mollare la divisa unica vuol dire essenzialmente condurre l`Italia al fallimento su tutti i fronti. Gettando alle ortiche la nostra credibilità internazionale. Ecco perché l`unica soluzione possibile è affiancare all`euro un governo Ue delle politiche economiche e fiscali. E` ora che l`Italia torni ad avere la presidenza del Parlamento europeo se davvero vuole riconquistare il proprio ruolo di Paese fondatore. Non possiamo più accontentarci solo delle briciole, così non si crescerà mai»

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