Significativamente Oltre

Il ruolo dei “cacciatori di teste” nella scelta dei manager delle aziende pubbliche: rischio di giudizi parziali

La prossima settimana le società di head hunting Spencer Stuart e Korn Ferry presenteranno al ministro Padoan le proprie relazioni sui manager candidati alla guida delle grandi aziende pubbliche.
Da una corretta selezione (rispettosa dei criteri di rinnovamento, merito e competenza) di queste persone dipenderà la possibile ripartenza di politiche industriali e di innovazione per il Paese.
E, nell’anno della possibile ripartenza italiana, da un gruppo di top manager competenti e innovatori potrebbe arrivare quella iniezione di fiducia nel futuro ad un’Italia che ne ha bisogno urgentemente.
Ecco dunque che una selezione di questo tipo richiede la assenza di potenziali giudizi parziali da parte dei selezionatori (gli “head hunters” appunto).
Eppure, qualche dubbio sorge su Spencer Stuart – una delle più importanti realtà di selezione a livello mondiale – in quanto sembra che:
– Nel suo advisory board internazionale abbia figurato il nome di Gianni Letta, protagonista di primissimo piano del centrodestra italiano, che nei fatti nominò gran parte degli attuali manager.
– La società abbia lavorato come consulente con le grandi aziende oggetto delle nomine in questione.
Non si rischia così una sorta di conflitto di interesse, in una scelta così delicata?

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