Significativamente Oltre

Gli spread scendono, nonostante i Media vogliano mercati incandescenti, mentre il governo Monti va a finire

di Fabio Agostini

Nel ragionamento precedentemente svolto da Massimo sulla assenza di correlazione tra Spread e fine del Governo Monti, manca una delle spiegazioni, secondo me la più plausibile.

Mentre nel 2011 e fino a metà del 2012 gli spread erano correlati alla politica dei singoli paesi, oggi sono più legati alla politica della BCE (non che la politica interna non conti più niente ma certo influenza meno i mercati).

In Italia,  i media a cui Massimo si riferisce hanno fatto passare la riduzione dello spread come il “dono” di Monti, mentre invece, per correttezza, deve essere attribuito l’eventuale donatore è  Draghi.

Infatti, se si guardano bene gli spread (non solo quello dell’Italia ma anche quello degli altri paesi dell’area Euro) questi sono scesi vertiginosamente dopo le dichiarazioni a fine luglio di Draghi.

La storia dello spread, se si guardano i picchi, parla chiaro e in maniera evidente della quasi indifferenza del mercato a Monti o Berlusconi o altri (la situazione finanziaria dell’Italia non si risolve con un cambio di governo, né da un giorno ad un altro, cosa nota ai mercati):

– Max ad Agosto 2011 dovuto alla situazione italiana e una politica inerte (al governo c’era Berlusconi).

– Max a Novembre/Dicembre 2011 con al governo Monti, era chiaro che nessuno degli attori del mercato credeva che Monti avrebbe potuto frenare il treno del debito.

– Min a Marzo 2012 raggiunto dopo che la BCE ha stampato in due battute circa 1000 miliardi di euro.

– Max a Luglio 2012 raggiunto perché i mercati non credono che stampare i soldi sia sufficiente, ma sia necessaria una azione incisiva della BCE

– Infine, il 27 Luglio Draghi parla di aiuti illimitati attraverso acquisti di bond sul mercato secondario a patto di prestabilite condizioni che i governi dovranno rispettare.  Per il mercato è sufficiente, da lì gli spread scendono e, come Massimo sottolinea, diventano meno sensibili alle vicende politiche interne

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