Significativamente Oltre

Esco da Facebook (dopo averlo ideato)

di Pasquale Russo

L’idea di Facebook nacque in Italia, come molte cose, però l’importante non è avere l’idea  ma avere l’idea al momento giusto e perseguirla con determinazione.

Non fu così per quanto riguarda noi e chissà per quanti altri.

Allora amministravo eWorks, un incubatore romano nato dalla visionarità di Renato Brunetti, una delle persone che insieme a Joe Marino e Paolo Nuti hanno portato Internet in Italia nonché proprietario di UNIDATA.

Accadde quando ero insieme a Stefano Giannuzzi allora amministratore di Reference, una web agency degli anni 90 e Marco Placidi, ideatore e realizzatore di Roma Sotterranea, una sera quando si faceva sempre tardi a immaginare le magnificenze che avrebbe portato la Rete nella vita quotidiana e ragionavamo sui processi di interazione uomo-macchina e di usabilità incrociandoli con comportamenti e progettando le interfacce dei software.

L’idea venne dai comportamenti collegati agli album delle foto che tutte le famiglie italiane collezionavano, ci dicemmo: realizziamo un sistema che consente di caricare le proprie foto e di mostrarle agli altri di descriverle e di scambiarsi opinioni sui forum e magari fare chat insieme. Una virtualizzazione delle riunioni di famiglia.

L’idea ci parve buona, ma bisognava progettare un software che consentisse a tutti di caricare le foto, di commentarle e di fare album ecc. Allora le tecnologie disponibili non erano così semplici, serviva un software di rete che rappresentasse una rivoluzione come il mouse con l’interfaccia grafica fu per il PC. Era l’inverno 2000 e dopo una serata in cui ci eravamo esaltati a pensare questo software, nei giorni successivi ci tuffammo nel lavoro quotidiano e lo dimenticammo.

Un anno fa in un SMS Marco Placidi mi scrisse: Pa’ (diminutivo di Pasquale) ti ricordi quando pensammo Facebook?

Ho deciso di cancellare il mio account da FB, dopo 6 o 7 anni di frequentazione di questo torrente, mi ritiro, il motivo è la soluzione dell’equazione dei social network che vedo vicina.

Mi spiego. A mia opinione i social network sono uno strumento di riduzione della complessità, della vita umana, essi rispondono a questa necessità.

Provo con una metafora a dirla meglio, se immaginiamo una foglia che cade da un albero all’incrocio tra via Nomentana e viale XXI Aprile a Roma, in una giornata di vento, chi saprebbe calcolare il percorso di caduta considerando l’influenza delle automobili e degli autobus, delle correnti di vento, del pallone dei ragazzini che giocano nel campetto del San Leone Magno e di qualche altro migliaio di fattori che influiscono su quella caduta?

Eppure il percorso di caduta pur essendo così difficile da immaginare e impossibile ad oggi da calcolare, avviene.  Nella realtà quella foglia compie un percorso, raggiungendo inesorabilmente l’asfalto, che è il risultato di tutte le forze che hanno agito in maniera concorrente.

Questo fanno i social network, nella crescita di complessità della vita tentano una semplificazione, provano a disegnare un percorso che risolva l’insieme delle spinte che agiscono su di noi,  un po’ come una molecola d’acqua nella corrente di un torrente che  prova a costruire una zattera per elevarsi dalla superficie a vedere dove il percorso la porti mantenendone traccia.

Per questo credo che la soluzione della complessità sociale, stia evolvendo verso una nuova tecnologia di relazione in cui distanza e vicinanza sono identici, infatti il lemma di Guy Debord nel libro “ Commentari alla società dello Spettacolo” :  – La società modernizzata fino allo stadio dello spettacolare integrato è contraddistinta dall’effetto combinato di cinque caratteristiche principali, che sono: il continuo rinnovamento tecnologico; la fusione economico-statale; il segreto generalizzato; il falso indiscutibile; un eterno presente – ha avuto, in questi ultimi tempi, tre su cinque tentativi di rottura e cioè:

  1. Il segreto generalizzato con Snowden
  2. Il falso indiscutibile con la guerra in Ucraina
  3. La fusione economico-statale con la guerra monetaria

Dobbiamo aspettarci del recupero della nostra Storia cosa che la pressione dell’immigrazione provocherà nelle civiltà avanzate (Papa Francesco ne è un antesignano) infine resterà soltanto da far saltare il continuo rinnovamento tecnologico, nel senso che le IoT ( Internet of Things) non avranno più bisogno della rete perché la conterranno.

Quindi esco da Facebook perché voglio uscire dalla corrente per vedere a che punto sono del percorso e il torrente dove sta andando.

 

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