Significativamente Oltre

Elezione Hollande in Francia interessa l’Italia e la UE

di Gianni Pittella (su www.trentamag.com )

 

Il nostro paese deve guardare con grande attenzione al primo turno delle elezioni presidenziali che si terranno domani in Francia. Lo dico non per un interesse politico di parte, ma perche’ la Francia, l’Europa e l’Italia hanno bisogno che il socialista Francois Hollande sia eletto il prossimo 6 maggio Presidente della Repubblica francese.

E’ un sentimento che so essere condiviso anche da molti esponenti italiani di centrodestra e il motivo è chiaro: la Presidenza Sarkozy ha contribuito ad indebolire i valori europei in nome di una visione fragile e confusa dell’Europa. Troppo spesso ha seguito passivamente le indicazioni di Angela Merkel, costringendo l’Europa ad un’austerita’ forzata che deprime l’economia. L’Europa di Sarkozy e’ l’Europa della crisi senza fine, della disoccupazione di massa, dell’impotenza della politica di fronte alle forze finanziarie. Con Francois Hollande e’ possibile voltare pagina e ridare fiato all’Europa della crescita, dell’occupazione e dello sviluppo.

Per sostenere la crescita di lungo periodo e’ fondamentale riprendere lo spirito della lettera che 12 governi, tra cui l’Italia, hanno inviato in febbraio a Barroso e Van Rompuy: bisogna completare il mercato interno per sostenere la crescita di lungo periodo superando le strozzature che oggi esistono nel mercato unico. Il completamento del mercato interno consentira’ non solo una maggiore crescita ma permettera’ anche di superare quelle asimmetrie macroeconomiche che oggi minano la zona euro. Mi riferisco all’esistenza di un dualismo economico tra un blocco germanico economicamente centrale e prospero e una periferia mediterranea, fragile e deindustrializzata.

E’ necessario andare oltre l’austerita’ imposta dal Fiscal Compact, come sostengono i socialisti francesi, il nostro gruppo S&D al Parlamento di Strasburgo e tutti i partiti nazionali aderenti alla grande famiglia del Partito socialista europeo.

Il capo-economista del Fmi, Olivier Blanchard, ha giustamente parlato di una schizofrenia dei mercati finanziari: non si puo’ infatti chiedere allo stesso tempo una maggiore austerita’ assieme a una maggiore crescita, come certi operatori finanziari stanno facendo. Con l’austerita’ fine a se stessa infatti non si crea crescita, ma recessione. I conti pubblici vanno certamente risanati, ma solo nuovi investimenti destinati a sollecitare la crescita dell’economia garantiranno la sostenibilita’ delle nostre finanze pubbliche. Per questo vincolare la nostra capacita’ espansiva introducendo il pareggio di bilancio addirittura nella Costituzione e ratificare il Fiscal Compact senza modifiche e’ un errore. Migliorarlo non e’ solo una scelta giusta ma e’ anche un atto di realismo politico legato ai futuri, probabili, equilibri politici europei. Se davvero Francois Hollande sara’ eletto presidente della Repubblica in Francia, la Francia chiederà un miglioramento di questo patto in modo da ricalibrarlo in senso piu’ favorevole alla crescita. Il Fiscal Compact sara’ quindi ridiscusso e l’Italia deve riposizionarsi su questi temi sin da ora”.

Nel breve periodo, di fronte al disordine dei mercati, dobbiamo ottenere che la Bce giochi appieno il suo ruolo, utilizzando efficacemente gli strumenti di politica monetaria. Deve essere riattivato il Securities Markets Programme per dare ossigeno alle finanze pubbliche dei paesi in difficolta’, continuare ad attuare politiche monetarie non convenzionali, per fornire liquidita’ al sistema bancario e produttivo. I tassi di interesse di riferimento vanno ridotti per sostenere gli investimenti e contrastare la stagnazione economica.

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