Significativamente Oltre

Distretto Turistico dell’isola verde: una speranza per una rivoluzione culturale ed un rinnovamento politico

di Giuseppe Mazzella  

Organizzeremo a settembre come Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’ isola d’ Ischia presieduto da Franco Borgogna in collaborazione con la Banca  per le Risorse Immateriali coordinata da Osvaldo Cammarota , del Distretto Turistico Isola Verde promosso da Benedetto Valentino  e del Magazine Ischianews & Eventi, un seminario nazionale riservato  agli amministratori  comunali, agli operatori sociali ed agli imprenditori locali sul tema della “ Coesione e lo Sviluppo- le opportunità del Distretto Turistico dei fondi europei 2014-2002”.

L’ occasione ci è offerta dal libro di Carlo Borgomeo,  meridionalista di lungo corso, già Presidente di Sviluppo Italia e promotore della legge 44 sull’ Imprenditoria Giovanile ed attualmente Presidente della Fondazione Con il Sud, “  L’ equivoco del Sud-sviluppo e coesione sociale”, che sarà presente al seminario.

Il libro di Borgomeo farà da apripista  per un dibattito contenutistico sulle strategie che in questo tempo di drammatica crisi politica, a tutti i livelli, e di  evidente recessione economica e finanziaria a livello nazionale e locale, bisogna mettere in atto  qui nella nostra isola d’ Ischia, la più importante località turistica della Regione Campania per  consistenza della sua ricettività ( almeno 40mila posti-letto) e del suo armamentario economico e sociale  costituito da 3mila imprese e da 13mila iscritti al Centro per l’ Impiego ex-collocamento. Sarà necessaria una presenza al seminario di un autorevole esponente della Giunta Regionale della Campania, per il ruolo fondamentale al quale è chiamato l’ Istituto Regionale, per approvare formalmente con i sei sindaci e gli amministratori locali, per il ruolo imprescindibile che i Comuni hanno nel Governo dei Sistemi Locali di Sviluppo, un documento di indirizzo  sul quale impostare una “ strada Maestra” per incamminarci, soprattutto nell’ interesse delle nuove generazioni, verso la ripresa economica, politica, culturale della nostra isola ancora divisa in sei Comuni nonostante ormai da anni sia evidente un unico sistema economico comprensoriale , impostato sui “ turismi” e  non più sul solo “ turismo balneare e termale”.

Questi “ turismi” sono resi evidenti dal nostro Magazine “ Ischianews” con la nostra cartina topografica  della “ strada del vino e dei prodotti tipici” con 22 aziende agricole aderenti, con l’ indicazione di 24 sentieri arricchita con la carta nautica dell’area marina protetta  del “ Regno di Notturno” per presentare in estrema sintesi ed evidenza un’isola da vivere e godere da terra e da mare. Questi “ turismi” sono  presentati negli aspetti “ commerciali” delle segnalazioni delle nostre eccellenze  della nostra  industria alberghiera e termale e della ristorazione e dei servizi.

Insomma presentiamo ogni mese – con l’ indicazione degli Eventi non solo di colore locale ma anche di rilievo internazionale e con alcuni reportage – un’ isola di straordinario interesse che è viva nella sua consapevolezza del suo patrimonio ambientale e nella sua espansione economica e sociale.

Logicamente quest’isola  NON è il “ Paradiso dell’ Eden”, che non esiste sul pianeta terreste, né è l’ “ isola di Utopia”  di Tommaso Moro. Ci sono “ ferite” nella sua difesa  naturale e nella sua organizzazione civile. Ed è su come vogliamo curare queste “ ferite” che intendiamo avviare un dibattito per agire non per fare accademia.

A 60 anni esatti dalla grande trasformazione urbana di Lacco Ameno avviata nel 1953 dagli investimenti di  Angelo Rizzoli ( 1888-1970) sui progetti dell’ arch. Ignazio Gardella l’ isola d’ Ischia ci appare come un caso paradigmatico dell’ opportuno  “ sviluppo sostenibile” avviato in un’ area del Mezzogiorno. Così ci pare scritta per noi ischitani l’ epigrafe scelta da Borgomeo per il suo libro tratta da un lavoro  di Giorgio Ceriani Sebregondi ( 1916-1958): “… evitare di cadere nell’ errore di chi, trovandosi di fronte ad un albero che da pochi frutti, invece di provvedere a curare la malattia dell’ albero, provvedesse ad appendere dei frutti sui suoi rami”.

Noi dobbiamo consolidare i “ turismi” dell’ isola d’ Ischia e “ curare” la malattia dell’ albero.

Per curare le ferite del nostro sistema economico ci pare  necessaria una “ Legge Speciale” che superi il vetusto  e non applicato “ vincolismo” delle leggi del 1939 e del piano urbanistico territoriale ministeriale del 1995 e che unifichi amministrativamente l’ isola in una sola unità amministrativa nel quadro del sistema dei poteri locali che  dovrà essere determinato con l’ abolizione della Provincia e l’ istituzione della Città Metropolitana di Napoli alla quale, in qualche modo, l’ isola dovrà rimanere legata per geografia e storia. L’ unità amministrativa ci pare indispensabile per una seria e praticabile Pianificazione Territoriale e per una realistica Programmazione Economica ambedue necessarie per una politica di Coesione.

Ma nelle more dei tempi lunghi ed imprecisati delle Riforme Costituzionali bisogna agire ed avviare con il consenso dei sei Comuni gli interventi strutturali ed infrastrutturali capaci di guarire le “ ferite”. Il caso di Casamicciola è significativo perché bisogna recuperare al sistema produttivo una superficie coperta di circa 100mila mc. fra i quali giganteggia il recupero del monumentale complesso del Pio Monte della Misericordia con un approdo turistico attrezzato ed il recupero del bacino idrotermale di La Rita.

Il Distretto Turistico può essere lo strumento di Coesione dell’ isola perché può essere visto come la stanza di compensazione dei sei campanili, come un ente nato dalla volontà dei sei Comuni, come  strumento di concertazione tra interventi pubblici e privati. Non si tratta di creare l’ ennesimo nuovo ente sovra comunale  o una specie di nuovo proclama della marina borbonica del “ facite ammuina” di cui accennava il prof. Mariano D’ Antonio nel suo intervento su “ La Repubblica” di domenica 4 agosto. Si tratta di un ente “ capace di far fare agli altri ciò che dovrebbero fare” e cioè utilizzare a pieno le grandi opportunità dei fondi europei del programma 2014-2020 con interventi giuridicamente agibili resi tali dai Comuni.

Questo Grande Progetto per il quale occorrono almeno 100milioni di euro può prevedere anche una Società di Trasformazione Urbana ai sensi dell’ art.120 del Testo Unico degli Enti Locali capace di espropriare gli immobili dismessi di proprietà privata e di ristrutturarli per le nuove esigenze e soprattutto di gestirli perché anche questo è una questione di estrema importanza che il prof. D’ Antonio ha rimarcato nel suo intervento.

Il seminario dovrà delineare un quadro opposto al “ facite ammuina” della marina borbonica capace di mettere ciascuno al suo posto, di far fare ad ognuno la sua parte, nell’ interesse dei Giovani che debbono riscoprire il gusto di progettare il futuro.

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