Significativamente Oltre

USA: OK ENERGIE RINNOVABILI

Da Corriere.it
La nuova politica energetica americana, già approvata dal Senato, accantona il petrolio e passa attraverso quote e super imposte

WASHINGTON (USA) – Il Congresso cambia la politica energetica degli Stati Uniti. Quote obbligatorie di fonti rinnovabili, nuove imposte per i colossi del petrolio: le scelte della maggioranza democratica non piacciono alla Casa Bianca, malgrado il presidente Bush abbia già aperto da qualche tempo alle energie alternativa, perché penalizzano eccessivamente – con tasse considerate eccessive – i gruppi che producono idrocarburi.
VOTAZIONE COMBATTUTA – E’ stata una notte intensa per i deputati della Camera dei Rappresentanti. Alla fine la proposta dei democratici è passata con 241 voti a favore e 172 contrari. Il «pacchetto» di misure impone alle società produttrici di elettricità di ricorrere per almeno il 15 per cento a fonti di energia alternative come il vento e i biocarburanti. Più tardi è arrivato anche il via libera a nuove tasse a carico dei produttori di petrolio, per 16 miliardi di dollari. Il voto della Camera dei rappresentanti è un voto particolarmente: i progetti di legge erano già stati approvati dal Senato nel giugno scorso.
CRITICHE – Il progetto di legge sulle rinnovabili ha suscitato critiche diffuse nel mondo degli affari e da parte di alcune aziende produttrici di energia. Le nuove misure – sostengono – rischiano di determinare un aumento dei prezzi dell’elettricità nelle regioni dove l’eolico ha scarse possibilità di sviluppo. Favorevoli al progetto di legge, invece, gli ambientalisti. Gli obblighi introdotti dal Congresso – sottolineano – favoriranno gli investimenti nel settore delle rinnovabili, e contribuiranno così alla lotta contro i mutamenti climatici.
ALTA EFFICIENZA – Tra le misure varate figurano anche incentivi alle città e alle regioni che riducano i consumi, nonché alla costruzione di edifici ad alta efficienza energetica. Secondo Nancy Pelosi, speaker democratica della Camera, l’impegno sul fronte delle rinnovabili è decisivo per ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dagli idrocarburi. Allo stesso tempo, le nuove norme consentirebbero di lottare contro il riscaldamento globale del clima. «Sono in gioco i nostri bambini, il nostro futuro, il mondo nel quale vivono», ha detto Pelosi. Umori differenti tra i repubblicani, minoranza al Congresso. E la Casa Bianca resta critica: il testo varato dalla Camera non farebbe «alcun serio tentativo di aumentare la sicurezza energetica o di ridurre i costi dell’energia». Inoltre, penalizzerebbe la produzione nazionale di gas e petrolio. A suscitare perplessità nel Great Old Party, è soprattutto una crescita della pressione fiscale per le major degli idrocarburi. «Non riesco a comprendere tanto veleno nei confronti dell’industria del gas e del petrolio», ha dichiarato il deputato Ralph Hall. Ora non resta che aspettare le mosse di Bush: secondo alcuni esponenti del suo partito il presidente potrebbe anche porre il veto.

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