Significativamente Oltre

LA SOCIETA’ E’ AL CAPOLINEA?

LA MODERNA NOSTRA SOCIETA’ E’ AL CAPOLINEA ? FORSE NO, MA NON E’ LONTANA.

ARNALDO DE PORTI

Quando anni fa dicevo, in alcuni miei libri, ma anche in alcuni quotidiani, che l’uomo a breve sarà anche capace di sconfiggere il cancro (io comunque non credo a questa eventualità), ma non saprà esimersi dalla pazzia collettiva, non mi pareva di dire cose poi tanto strane: è sufficiente infatti dare un’occhiata a ciò che oggi succede in giro per convincerci che il cervello è rimasto solo un privilegio nella testa di pochi.

Ma fino a quando le cose potranno girare a questo modo ? Non è che siamo prossimi ad un inceppamento del sistema sociale da cui, uscirne indenni, sarà un grosso problema ?

Oggi tutto è condizionato dal denaro, persino le coscienze: si può infatti ripristinare a poco prezzo una verginità apparente dialogando con la Chiesa (come stanno facendo da mo’ diversi politrici); si può mettere in piedi “democraticamente” un governo intruppando un po’ di “manager” che fanno parte delle aziende di proprietà di un potente; la legge della foresta è sempre più simile a quella dell’uomo tant’è che, ormai, uccidere è come fumare una sigaretta; la politica non è mai caduta tanto in basso come di questi tempi, tanto da far addirittura ribrezzo a causa di certi soggetti che, a me personalmente, sembrano delle marionette che calpestano i tappeti rossi del transatlantico; la stampa, annaffiata da milioni di euro dai governi, ha un modo tutto particolare di operare: attinge la notizia chiave da un unico serbatoio, l’ANSA, o ADNKRONOS, e poi, a seconda dell’appartenenza politica della testata, dipinge la notizia in diversi colori a seconda se deve favorire questo o quest’altro partito, trasformando il bianco in nero o il blù in rosso; un comico è capace di far parlare di se più di un capo dello Stato; in campo sanitario i medici umili ma capaci sono costretti ad andarsene mentre i marpioni della sanità si costruiscono imperi spesso strumentalizzando il cancro o qualche altra patologia; i giovani, ormai in percentuali elevatissime, sono disoccupati o precari da anni; la gente non ha più da mangiare seppur il nostro Belpaese sia molto ricco, come si evince anche dalla frequentazione turistiche, cellulari a iosa, macchine di lusso, porticcioli strapieni di yacht di lusso ecc.ecc..

Io penso che questa nostra società non ce la faccia più a risollevarsi da questo perverso ingranaggio, in quanto appare minacciosamente schiacciata fra poca gente che sta benissimo, favorita dal fatto che, per colpa della mala politica, i soldi sono andati a finire dove già ci sono, ed altra che è condizionata ed impotente di fronte a questa parte economicamente privilegiata rispetto agli oltre quattro quinti della popolazione povera, se non di più. Va da se che la ricchezza mal distribuita ingenera conflitti di ogni tipo, anche ad opera di quelle oneste fasce sociali, che vedono inutile ogni loro sforzo per aumentare le loro insufficienti risorse.

Ed allora ? Ci vorrebbe un governo forte, onesto e capace, che imprima una traiettoria diversa a questo stato di cose. Non voglio dire che si debba togliere ai ricchi per dare ai poveri, ma creare semplicemente le condizioni perchè anche le fasce umili possano avere voce in capitolo, stante il fatto che l’Italia non è di esclusiva proprietà di quei soliti pochi che spesso hanno arraffato approfittando della loro posizione, ma anche della gente umile e per bene.

Il processo non sarà breve e tanto meno indolore per arrivare ad una soluzione, ma questa è l’unica strada per ottenere un minimo di concordia sociale e una certa perequazione della ricchezza, ora mal distribuita. Non si tratta di essere comunisti o di parlare secondo la dottrina errata delle ex repubbliche socialiste sovietiche, ma di affrontare il problema in chiave evangelica. Se si scarta questa eventualità, la storia ci ha purtroppo dimostrato che il problema si risolve solo con la forza, anche ad opera di qualche esaltato che non ha più nulla da perdere, come purtroppo abbiamo già assistito nel recente passato ad opera di qualcuno che voleva rovesciare le Istituzioni, peraltro ancora ben salde nelle mani del nostro beneamato Presidente della Repubblica.

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