Significativamente Oltre

INTERVISTA: MINISTRO SANTAGATA

Intervista al Ministro per l’attuazione del Programma

di Massimo Preziuso

1)Quale il momento che lei reputa più significativo nella fase fondante dell’Ulivo che, in atto dal ’95, ha portato alla elezione del 2006?

In questi 12 anni i passaggi importanti sono stati diversi: dalle elezioni vinte del 1996 alla presa di coscienza di dare vita ad una forza politica in cui confluissero le culture riformiste di questo Paese che provengono da strade diverse. Sicuramente, però il passaggio che mi sento di segnalare maggiormente è quello che ci ha condotto a decidere di utilizzare lo strumento delle elezioni primarie per designare il candidato premier del centrosinistra. Un momento fondamentale, che è riuscito a fare scuola anche in Europa e che, per dimensioni e risultato, ha rappresentato la decisiva spinta propulsiva verso la vittoria elettorale e ora costituisce un patrimonio fondamentale nella costruzione del Partito Democratico.

2) Lei appare una persona schiva ed un pensatore dell’era moderna. Come ha coniugato area interpersonale e figura istituzionale?

La definizione di “pensatore” mi sembra troppo impegnativa. La riserverei ai veri intellettuali. Io mi sento un dilettante della politica. La faccio perchè riesco ancora a divertirmi e questo è il criterio che mi permette di separare la vita privata da quella pubblica e istituzionale. Evito costantemente di diventare un uomo “ad una sola dimensione”. Evidentemente la dimensione politica rilevante ma non totalizzante.

3) Donne, giovani, in particolare, società  civile, in genere, continuano ad essere sottorappresentati nell’attuale coalizione di Governo. Quali azioni positive garantiranno equità  in tal senso?

Quello della sottorappresentazione di giovani e donne all’interno del mondo politico è un problema notevole. L’accesso alla politica ha spesso modalità  che definirei “respingenti” e usa meccanismi, linguaggi e forme che non favoriscono la partecipazione. In questo modo la politica, nel momento in cui dovrebbe ricercare il massimo di consenso, contraddice se stessa limitando la partecipazione. Ovviamente queste difficoltà  sono più percepite per categorie, diciamo così più deboli: le donne, che devono tenere insieme tempi di vita e tempi di lavoro, e i giovani, che faticano ad appassionarsi ad una politica che propone meccanismi e forme così farraginosi. Al di là  delle quote, pur utili in alcune circostanze, la modalità  che deve cambiare. Il partito democratico si fa apripista di questo cambiamento, favorendo la partecipazione. Io dico spesso che bisognerebbe riuscire a ritagliarsi mezz’ora al giorno per fare politica.

4)Tutti noi abbiamo guardato con ammirazione la innovazione avvenuta con La Fabbrica del Programma di Prodi, prima, ed Incontriamoci, poi. Ci racconta chi o cosa vi ha ispirati a creare questo “nuovo modo di fare politica”, che ha portato migliaia di persone, e molti di noi, in questi ultimi 2 anni, ad avvicinarsi alla Politica, in maniera nuova?

In questi giorni cade il secondo anniversario della “Fabbrica del Programma”. Due anni fa abbiamo avvertito proprio l’esigenza di allargare la tradizionale partecipazione alla vita politica, ritenendo insufficiente il modello tradizionale. Per questo ci siamo inventati questa forma nuova, trovando nella costruzione del Programma elettorale l’elemento attorno al quale attivare cittadini, associazioni e categorie. Ha funzionato abbastanza bene, andando a riempire in modo positivo uno spazio politico in un periodo ancora lontano dalle elezioni politiche. In seguito, poi, il ruolo della Fabbrica l’ha preso la community di “Incontriamoci” che tiene viva e mette in comunicazione una rete di oltre 25.000 persone. Attraverso il meccanismo del “meet up” vengono organizzati incontri nei territori e si mobilitano i cittadini sui temi al centro del dibattito politico.

5)Il Partito Democratico nascerà  per le prossime elezioni Europee? E, soprattutto, ci sarà  spazio concreto per la Società  civile, e per i Giovani e le Donne?

Sono certo che il Partito Democratico sarà  operativo per le Europee del 2009. Abbiamo davanti a noi due anni intensi e fondamentali. Con un passo alla volta sono convinto che non falliremo il risultato. Per quanto riguarda la presenza di società civile, giovani e donne vale quanto detto prima: il Manifesto del Partito democratico che da pochissimi giorni ha iniziato a circolare, prevede proprio nuove modalità di partecipazione che possano garantire un’ampia presenza di uomini e donne che si avvicinano per la prima volta alla politica. Il meccanismo di “una testa un voto” nella formazione degli organi costituenti, ne è la testimonianza lampante.

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