Significativamente Oltre

FIRMA APPELLO PD AREA SAPERE

Adesione all’appello per il Partito Democratico dell’Area Sapere

Innovatori Europei aderisce, convinta della necessità di fare del Sapere il cuore del Partito Democratico

Se ti va, compila il modulo (lo trovi in formato Word sul Google Group) e invialo a sapere@dsonline.it

L’APPELLO
La politica che vogliamo

Crediamo e vogliamo un partito capace di far passare il sapere da priorità predicata a priorità praticata, che promuova lo sviluppo delle conoscenze, non più come pura affermazione propagandistica ma attraverso misure effettive, reali, frutto di scelte anche difficili, dolorose, ma non rinviabili. A livello di “predica” le cose sono chiarissime. I differenziali nei livelli di sapere, di educazione, di ricerca, di cultura, di diffusione delle nuove tecnologie della informazione e della comunicazione, sono quelli che spiegano più di ogni altro indicatore i livelli di produttività e di competitività delle nazioni, dei territori, delle imprese.

Il sapere che c’è nella testa delle donne e degli uomini che in un Paese vivono e lavorano è la maggior risorsa che il Paese ha a disposizione per la propria crescita.

Una straordinaria occasione per la politica riformatrice.
Non c’è vera libertà senza sapere

Nella economia e nella società della conoscenza, gli investimenti e gli strumenti atti a incrementare la produttività del Paese sono gli stessi che sono essenziali per far crescere la qualità del vivere civile, per preservare il proprio patrimonio culturale e ambientale, per promuovere le capacità delle persone, per l’inclusione dei più deboli e svantaggiati, per rimettere in moto la mobilità sociale, per affrontare le sfide del mondo globale, che permea oggi il nostro vivere quotidiano. Sapere è libertà, è facoltà reale e non formale di scegliere la propria vita e le proprie vocazioni.

La conoscenza come priorità per il Paese

Proprio sul terreno della conoscenza l’Italia misura la sua più grande distanza dai Paesi più sviluppati e innovativi: una inadeguata qualificazione del capitale umano – il minor numero di diplomati, di laureati, di ricercatori, il più alto tasso di analfabetismo di ritorno – e insieme la scarsa capacità di utilizzarlo al meglio. Le persone lavorano al di sotto delle loro capacità e l’intelligenza dei giovani viene sprecata nelle sacche del precariato.

Innalzare la qualità del nostro sistema produttivo e dei servizi, incrementare in quantità ed efficacia gli investimenti in educazione e ricerca costituiscono la assoluta priorità per il nostro Paese.

Politiche nazionali, territori, Europa

Occorrerà guardare all’Europa e ai territori. All’Europa, perché solo a quel livello è possibile affrontare le grandi scelte necessarie a colmare il ritardo sulle frontiere più avanzate della ricerca e dello sviluppo tecnologico; ai territori, perché la diversità e la ricchezza culturale del nostro Paese sono la marcia in più a nostra disposizione per affrontare le sfide della economia e della società della conoscenza.

Le politiche nazionali saranno efficaci se sapranno collocarsi su questa frontiera; essere parte attiva nella costruzione dello spazio europeo della ricerca e dell’educazione; aprire nuove opportunità di sviluppo ai territori, alle mille città d’Italia, perché è lì che la sfida della qualità può essere vinta.

Scuole, università e centri di ricerca

Le scuole, le università, i centri di ricerca sono lo snodo decisivo tra il globale e il locale, tra il sapere del mondo e il sapere dei territori. Per questo è necessario valorizzarne l’autonomia e la responsabilità. Dell’autonomia è elemento essenziale la valutazione, così come il riconoscimento sociale ed economico del valore professionale di chi, nei tanti luoghi del sapere, con queste sfide si confronta.

Sono questi i luoghi dove si formano le eccellenze necessarie a interagire con le frontiere più avanzate della ricerca e dello sviluppo, e quel sapere diffuso, quell’innalzamento generale dei livelli di sapere della popolazione, che sono la condizione imprescindibile perché i risultati della ricerca diventino prodotto, servizio, vita delle persone.

Nuovo umanesimo

Va promosso il sapere scientifico e tecnologico, insieme alla educazione alla cittadinanza, alla libertà e alla responsabilità necessari per interpretare il proprio futuro e il futuro del mondo, aperto a nuove straordinarie opportunità e anche a nuovi temibili rischi. Nella prospettiva di un nuovo umanesimo in cui i diversi saperi convergono nella formazione integrale della persona. Sarà sempre più questa la condizione della partecipazione democratica, la strada maestra per evitare che la complessità e l’incertezza del tempo presente generino derive populiste. E’ per questo che è decisivo promuovere la partecipazione e il nuovo protagonismo degli studenti, delle famiglie, dei cittadini.

Il Partito Nuovo

Il Partito Democratico è per noi un partito che costruisce a tutti i livelli – al Governo e nei territori – un agire politico conseguente a questi obiettivi, a queste finalità, a questa idea del futuro.

Nuovo, perché sa superare una visione puramente economicista dello sviluppo, la quale fa delle variazioni del PIL l’alfa e l’omega per valutare l’efficacia delle proprie politiche.

Nuovo, perché va oltre una visione dello Stato sociale puramente redistributiva, risarcitoria, tesa a contenere e rendere accettabili le disuguaglianze indotte dell’economia di mercato, piuttosto che ampliare le opportunità, promuovere i talenti, avere cura delle persone in difficoltà.

Nuovo, perché sa mettere al primo posto l’interesse generale e un’idea condivisa del futuro rispetto ai corporativismi e ai particolarismi, di cui la frammentazione della politica è troppo spesso riflesso e amplificazione.

Nuovo, perché al proprio interno promuove e dà valore a chi costruisce, piuttosto che a chi oppone veti.

Nuovo, perché sa superare quei limiti che la prima fase della nostra azione di governo ha rivelato essere presenti, al di là delle difficoltà di bilancio, all’interno del nostro stesso schieramento.

Ma nuovo soprattutto perché sa chiamare a raccolta le persone. Quelle che non si sono rassegnate ai ritardi della politica, che nelle scuole, nelle università, nei centri di ricerca, nelle tante fabbriche del sapere, con le novità del presente si sono cimentate, consapevoli che ridare dignità e futuro al proprio lavoro era decisivo per ridare dignità e futuro al proprio Paese.

Dobbiamo a loro, alla loro capacità di pensare insieme, fare rete, di praticare la cultura della sussidarietà, se il nostro Paese ha ancora un futuro davanti a sé.

Al loro sapere e al loro impegno partecipativo il nuovo partito deve attingere. Le loro teste, prima che voti, sono sede di pensieri, idee, emozioni, necessari a ridefinire un nuovo profilo dell’agire politico.

Ne abbiamo più che mai bisogno quando governiamo. Superando una pratica vecchia della politica, che chiama alla partecipazione per battere l’avversario, e si schiaccia sul governo quando l’avversario è battuto, e prepara così la strada alla sua rivincita.

Per farcela occorre allargare i confini, non restringerli. Semplificare la politica, non complicarla. Alleggerire i vincoli identitari, perché le persone possano trovare nuovi spazi di protagonismo, a partire dalla loro esperienza di lavoro e di vita. L’unità tra i Democratici di Sinistra e Margherita, e quanti dei socialisti, degli ambientalisti, dei repubblicani, dei liberali e di quanti altri saranno con noi, è la precondizione, non l’esito del processo. E’ un atto di umiltà, non d’arroganza; è la presa di coscienza dei limiti delle culture politiche esistenti per interpretare e governare il cambiamento.

Un percorso da realizzare insieme

Questo documento è un primo contributo alla costruzione di un partito che sappia imboccare questa strada.

Sarà importante non solo che sia sottoscritto dai tanti che lo condividono – iscritti o non iscritti ai partiti – ma soprattutto se saprà suscitare critiche, miglioramenti, proposte.

Se aprirà un processo di riflessione che accompagni la fase costituente.

Se darà vita nei territori a comitati che ne discutano e ne promuovano le finalità.

Se accompagnerà passo passo la nascita del Partito Democratico, orientandone le priorità programmatiche e gli esiti.

Alla fine sarà, col vostro contributo, un documento nuovo, come Nuovo deve essere il Partito che costruiamo.
Andrea Ranieri, Antonio Rusconi, Giuseppe Fioroni, Luigi Nicolais, Luigi Berlinguer, Giancarlo Lombardi, Mariangela Bastico, Giampaolo D’Andrea, Luciano Modica, Nando Dalla Chiesa, Mario Ceruti, Italo Fiorin, Susanna Mantovani, Marco Rossi Doria, Walter Tocci, Domenico Volpini, Fausto Raciti, Pina Picierno, Paolino Madotto, Paolo Zocchi, Gianni Pittella

Massimo Preziuso

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