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CI DEVI STARE

CI DEVI STARE ANDREA IACOMINI, CI DEVI STARE. – di Andrea Iacomini

Ci devi stare Andrea, come si dice a Roma. Ci devi stare anche dopo una campagna elettorale, un libro, due video, tutti sul PD. Ci devi stare se hai detto anche al portiere di casa tua che era una grande occasione, specie per le nuove generazioni e non lo è stata e non lo sarà.

Ci devi stare se ti dicono che “I posti in lista si chiedono” e ti sei sentito rispondere “per te comunque non c’è posto”. Stacci Andrea, non ti arrabbiare, se arrivano una serie di offerte, tutte con la clausola “ABBANDONA QUELLI CON CUI STAI PASSA CON NOI” e taci quando ti accorgerai che è un motivetto che da 13 anni risuona nelle tue orecchie, sibilato dai boss precari della politica romana.

Ci devi stare Iacomini se ti dicono di appoggiare Letta come tanti giovani come te e tu sei allergico alle lobbicine di imprenditori, finanzieri, super tecnocrati in erba che si preparano a prendere il posto di quelli che già ci sono e guai a te se fai notare che sono sempre gli stessi a questi convegni al Nord mentre poi tra la gente va alla grande un “certo” Grillo.

Ci devi stare Andrea, 2300 voti, molti dei quali presi grazie a questo progetto, a come lo abbiamo spiegato alla gente comune con la nostra faccia da schiaffi, a nulla servono o a poco se poi devi dare la precedenza a cantanti, amministratori delegati e non, ballerini, architetti, attori, giovani di belle speranze e compagne di potenti.

Ci devi stare Andrea, perchè tu, a 33 anni, i voti li hai presi e per partecipare ad un grande evento come il PD invece, i voti non dovevi prenderli. Tu non sei nessuno per la TV e i giornali. Nessuno per i capi dei partiti che governeranno il PD. Stacci Andrea, se Franceschini, invitato con tanto di libro recapitato sulla sua scrivania, passa davanti alla sala stracolma di gente per la presentazione del tuo libro (oltre 200 persone, quelle giuste per raccogliere le firme e presentare due liste in due collegi per le primarie) e neanche degna di uno sguardo quella marea umana ferma li.

Ci devi stare Andrea se le bozze del tuo libro, miseramente inviate per una prefazione ad un “candidato importante”, il tuo candidato (ne fa tante), giacciono da mesi nel cestino degli uffici del Comune di Roma. Fanno schifo. Ci devi stare “e stare zitto” consiglia qualcuno, “altrimenti a Roma hai chiuso”. Ci devi stare se ti dicono di tradire il tuo migliore amico perchè “sei un grande leader del futuro a Roma (ma solo se passi con….) e devi mandare a quel paese quei 4 sfigati del tuo gruppo.

Ci devi stare se qualche compagno di strada, quella mia, quella buona, ti lascia perché vuole uno stipendio mensile per fare politica (a Roma funziona cosi), glielo hanno consigliato “loro” quelli che da anni sono foraggiati in questo modo (che carriere!). E non provare a non starci se ti dicono che ti devi mettere in fila, ricominciare da capo, scegliere la cordata giusta etc.. perché il futuro partito è un miscuglio di identità e la tua non la puoi rivendicare. Ci devi stare se ti dicono che fai il vice segretario e poi ti tagliano da tutto.

Ci devi stare, e non fiatare (può essere pericoloso), se sommessamente, perché solo cosi sai fare o ti hanno insegnato a casa, chiedi di assumere maggiori responsabilità. Ci devi stare se il tuo telefono non squilla più. Se mentre fanno le liste non ti rispondono, se quando ti rispondono ti dicono che non le stanno facendo e invece le hanno chiuse ad agosto. Andrea ci devi stare e basta se provi a fare un video e chiedi un “CI STO!”ai tuoi elettori per farli partecipare alla costruzione di questa nuova avventura, il PD, raccogli 200 (ancora!) firme ed invece tu sei il primo che sta fuori!!

Ci devi stare pure se ti chiedono di fare un po’ di manovalanza (ancora) alla sede centrale perché tu i voti li devi andare a prendere al momento giusto. Ci devi stare quando dicono in giro che sei bello e spendibile per una futura presidenza di municipio, salvo poi ragguagliarti sul tema che la fila è lunga, troppo lunga per un signore anziano come te e che tanto si vota tra 5 anni e…chissà. Ci devi stare, non te lo far ripetere all’infinito, se ti dicono che sei il più bravo ma con il problema lavorativo da risolare fai politica a metà e questo ti limita.

Ci devi stare se ti chiama Fabrizio tuo elettore e dice che non ha passato il concorso (chissà perché). Se ti chiama Giulia e piangendo ti dice che non ha passato il test di medicina (ancora chissà perché). Se ti chiama Paola e ti dice che non ha una casa, è ragazza madre, i genitori sono gravemente malati ed allo sportello del municipio la prendono tutti per il ….Stacci se ad Adelmo, trentetrenne regista geniale, non finanziano il film, a Giuseppe amico e scrittore geniale nessuno apre neanche una porticina per farsi conoscere e fa il correttore di bozze per campare. Ci devi stare e stringere la mascella se nel tuo partito parlano di talenti e fanno emergere solo mostri.

Andrea ci devi stare se ti dicono di rassegnarti che la politica è cosi, che la vita è cosi, che il mondo è cosi. Stacci se Mario Adinolfi te lo dice da sempre che nei partiti, lobby per pochi, ti massacrano e che forse dovresti metterti al suo fianco ad urlare ai signori delle tessere e ti prende sempre per un coniglio o un coglione. Ci devi stare se ti avvisano che se passi con “Lambertow”, l’americano, è meglio che smetti di farti vedere tra il Marco Aurelio e Largo Loria. Prova a star calmo, tu che non ci riesci mai,e prova a starci se ti dicono di star fermo un giro che il tuo turno verrà. E goditi in silenzio chi ti dice che non sei tagliato per la politica e che devi cambiare mestiere perché ti manca il “pelo giusto”, quello sullo stomaco.

Ci devi stare se tante delle cose che pensi le dice Rosy Bindi ma hai la sensazione che smetterà di dirle dopo il 14 ottobre. Ci devi stare se gli ultimi sono diventati primi e primi gli ultimi. Se Gawronski e Schettini ti fanno simpatia. Ci devi stare se poi ti accusano di non aver fatto abbastanza, aver urlato abbastanza. Se le agenzie di stampa stracciano i tuoi comunicati perché non hai un ruolo o non dici cose interessanti. E stacci pure quando la giornalista del grande quotidiano tua coetanea ti dice che ti fa un pezzo e poi sparisce e tu torni a casa abbracci la tua donna la fai girare mille volte e le dici e le ripeti che l’ami salvo poi comprare il giornale il giorno dopo ed infuriarti con lei, la persona che ti sta accanto ogni giorno, come fosse colpa sua.

Stacci se vedi figli di boss Rai cantare e scrivere libri e tu ti sei autopubblicato il tuo con l’aiuto dell’amico di sempre. Vedi di imparare a starci se nei titoli di coda, nei servizi dei tg riconosci tanti nomi. Smetti di avere sempre quella curiosità fastidiosa che ti fa beccare “figli di” tra professori universitari, medici, giornalisti etc., oramai lo fan tutti e non si indigna più nessuno. E stacci e guai a te se muovi una foglia quando dicono che nel nuovo partito ci sarà ricambio generazionale e rispetto del principio di parità: ti stai svegliando troppo spesso di notte col batticuore per resistere a tale insulto(consultare liste per credere il 22 settembre).

Sai che dicono di te?Che in politica, quel mondo che ti sei scelto 13 anni fa, scegli sempre di stare con gente che ti usa e getta mentre dovresti credere più in te stesso. Prova a starci allora Andrea, dovunque andrai per sempre sarà cosi.

E io invece non ci sto. E Sono indignato.

BUONA STRADA AL PD, A VELTRONI, BINDI, LETTA ADINOLFI. AI MITICI SCHETTINI E GAWRONSKY. A ZINGARETTI CHE HO INCONTRATO UNA VOLTA A BRUXELLES ED HO TROVATO BRAVISSIMO. ALLA MARGHERITA ROMANA SU CUI SORVOLO. A TUTTI QUELLI CHE HANNO CREDUTO E CREDERANNO IN ME. A CHI SI AFFACCIA OGGI ALLA POLITICA E A CHI SE NE GUARDA BENE.

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