Significativamente Oltre

CHE SCHIFO!

di Aldo Perotti

Recensione del libro “LA CASTA. Così i politici italiani sono diventati intoccabili” di G. Antonio Stella e Sergio Rizzo

Ho letto il bel libro di Gianantonio Stella che sta letteralmente andando “a ruba” nelle librerie.
Il libro è una raccolta di fatti concreti, probabilmente si tratta di notizie già note agli addetti ai lavori, che però ordinate e sistematizzate colpiscono nel segno e lasciano al lettore essenzialmente una sensazione di assoluto disgusto. Lette le prime venti pagine si avverte una forte nausea ed il desiderio di vomitare tale è il fetore, in senso figurato ovviamente, che esala da quelle pagine.

Non sto a ricordare questo o quell’episodio citato ma voglio sintetizzare il chiaro messaggio che l’autore vuole trasmettere al lettore. La politica italiana è malata, gravemente malata. La febbre è altissima e la diffusione dell’infezione è forse ormai inarrestabile. Un terribile parassita, una sorta di verme solitario, si è insediato negli intestini del paese e la sua fame insaziabile condiziona gravemente il malato tanto da indirizzarne le scelte. Così la politica è costretta a mangiare e mangiare, a far lievitare le prebende, ad accaparrare e a distribuire incarichi, a drenare soldi pubblici in continuazione per sostenere se stessa ed il sistema di clientele ormai strutturato con una tale serie di intrecci da poter paragonare il malato ad un folle legato ad un letto di costrizione che si agita, si agita, ma poi resta li, solo con la sua malattia. In realtà il paese, come la classe politica, conosce bene la sua malattia, essa è ben conosciuta e delineata cosi come si può evincere nella lettura del libro. Essenzialmente tutto si riconduce ad un problema di moralità (la famigerata questione morale). La classe politica annovera al suo interno, nella sua “famiglia”, una serie di persone la cui moralità è assolutamente fuori discussione, ma nel contempo ne annovera molte la cui condotta, le cui scelte, sono da classificarsi senza dubbio “immorali” (anche senza arrivare ai reati). Il “sistema di valori” che deve caratterizzare gli uomini alla guida del paese deve tornare ad essere quello dei grandi del passato e non quello della volgarità e dell’arrivismo, del lusso e del piacere, propri delle aristocrazie e non delle democrazie. Eguaglianza, solidarietà, abnegazione, sacrificio per gli altri, disinteresse. Questo è quello che serve al paese.

Le “mele marce” devono essere immediatamente individuate ed allontanate in tutti i settori della vita pubblica. Allo stesso modo si deve rendere impossibile, assolutamente impossibile, che persone prive di capacità, attitudini, e della “moralità” necessaria, accedano a posizioni di potere o di responsabilità.

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