Significativamente Oltre

ANALISI DI UN DIFFUSO DISAGIO

di Pierluigi Sorti

Ostentare ottimismo è generalmente ritenuto un messaggio politicamente consigliabile. Ma trascurare sintomi di disagi e di malcontento, nel corpo complesso di una forza politica, per di più di recente costituzione, può facilitarne il loro diffondersi.

Grazie ai mezzi di comunicazione capillare che internet consente, il linguaggio delle gerarchie politiche non ha più l’efficacia rassicurante per i suoi aderenti che, prima dell’ era elettronica, imputavano alla personale scarsità dei suoi mezzi di conoscenza la loro insicurezza interpretativa delle scelte operate dalla propria parte politica.

Questo fenomeno sta accadendo nella situazione presente che vede il neonato Pd, costretto ad affrontare una competizione elettorale politica che non si era abbastanza considerato come ipotesi possibile e che comunque si era tentato di esorcizzare.

Fra pochi giorni, l’ assemblea costituente, nella teorica completezza dei suoi oltre duemila cinquecento membri, sarà chiamata ad approvare uno Statuto, la carta etica e quella dei valori.

Nelle stesse ore raggiungerà il suo diapason la polemica sui temi molto più carnosi della composizione delle liste elettorali compilate da un gruppo di regia che assisterà il segretario nella scelta di quelli che scenderanno nell’ agone elettorale nelle posizioni di privilegio nelle liste medesime.

L’ immagine di Veltroni, ripreso con significativa enfasi dalla berlusconiana rete 4, mentre tratteggia i platonici connotati del partito sullo sfondo della francescana armonia delle colline umbre, risulterà fatalmente stridente e non veritiera se il segretario del Pd non saprà accogliere gli appelli che, in queste ore e in questi giorni, si susseguono sui computer dei democratici d’ Italia.

Appelli che altro non sono che una corale invocazione sulla esigenza di non ripercorrere i riti dello strapotere della casta. Non sarà digerito il pretesto del tempo che manca per evitare il ricorso a procedure che esistono e si conformano assai di più ai principi dello statuto proposto all’ approvazione dell’ assemblea costituente.

La credibilità del Pd non verrà realizzata da coloro che ritengono funzionale opporre il silenzio alle tante voci di malcontento e scelgono la sordità al crescere delle richieste di cambiamento, nei metodi e nelle persone che ne saprebbero essere interpreti capaci.

Su queste stesse pagine abbiamo salutato molto positivamente la nettezza espressiva del primo articolo dello statuto e il profondo significato del suo messaggio, sottolineandone il suo riconnettersi a quegli articoli della costituzione che ancora attendono dopo 60 anni il loro compimento.

Il vasto consenso che ha accompagnato la concezione, la formazione e la nascita del Pd non merita davvero di rischiare ancora una volta un destino gattopardesco.

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